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Brava, bella… Ladylike. | L’Amico del Giaguaro

Brava, bella… Ladylike. | L’Amico del Giaguaro

Brava, bella… Ladylike.

Mi è capitato di ascoltare in questi giorni le interviste fatte da Francesca Ricci e Silvia Trovato agli operai della TRW di Livorno, uno stabilimento di circa 500 dipendenti che lavorano in particolare per il gruppo Fiat. Davanti ai cancelli della fabbrica questi esponenti di una classe operaia che non va in paradiso e che è quasi scomparsa dalle cronache dei media, hanno espresso con dignità il loro parere su una vicenda che di dignitoso ha poco: cacciati con una lettera senza troppe spiegazioni, allo stesso modo con cui il vecchio padrone delle ferriere ti cacciava con un calcio nel sedere. Oggi che un calcio non farebbe chic, si ricorre ad una semplice, anonima lettera che da un giorno all’altro ti butta su una strada, magari con un mutuo da pagare, una famiglia da mantenere, una dignità lavorativa da difendere. Infatti questi operai, senza vittimismi e con misura, dicono di volere lavoro, non elemosina, prospettive sicure, non assistenza fine a se stessa. Quali risposte può dare loro la politica?

Certo non quella data da un sindaco di una grande città (chiamiamola per caso Firenze), un signore che ha la stessa funzione di un cappello su una sedia, ossia tiene il posto per il suo “proprietario” che ha detto, di fronte allo sfacelo produttivo, che il sindacato mostra un’Italia invidiosa (parole testuali). Invidiosa di cosa, forse di un’età in cui i bambini più poveri venivano portati a vedere mangiare il gelato? Di essere cacciati a pedate nella civile Livorno?

Spostiamoci più a nord o più a sud, nelle periferie delle grandi città, dove ci sono nuove povertà (italiane, non extracomunitarie), dove ci sono periferie di nessuno, dove si scatenano guerre fra poveri, dove la politica ha lasciato il vuoto riempito, in parte, da gruppi fascisti e xenofobi o da avventurieri della paura. In queste desolate terre di nessuno ci sono persone che fanno fatica a pagare 100 euro di affitto, che mangiano con i pacchi della Caritas, mentre a due o tre chilometri di distanza, mi riferisco a Milano, chi vuole vivere fra gli alberi nel grattacielo del Bosco Verticale paga da uno a dieci milioni di euro. Quali risposte dà la politica?

Lo so, lo so, è come sparare sulla Croce Rossa, ma come è possibile non tenere conto dell’intervista di Alessandra Moretti, rampante eurodeputata del pd nonché possibile candidata alla Regione Veneto? “Matteo” l’ha chiamata dicendole “Ale” c’è bisogno di te e Ale ha risposto subito. Nell’intervista (la sciagurata rispose) Ale dice con veemenza che lei ogni settimana fa la seduta dall’estetista, perché la bellezza è in politica una marcia in più (e infatti si fa fotografare dal noto giornale intellettuale “Chi”), i nuovi elettori vogliono una ladylike (è una definizione di Ale), moderna, senza peli, mica una qualunque Rosy Bindi (quanto aveva ragione il Cavaliere a sbeffeggiarla!), ma neanche una culona Merkel, ovvia un po’ di buongusto. E i soliti uomini di sinistra che in passato avevano le fette di prosciutto sugli occhi e non sapevano distinguere una “bona” da una capra, infatti tutte le donne di sinistra erano come Maga Magò, mica come ladylike Ale. Che bello essere ladylike, brave, belle, molto trendy. Nel frattempo, mentre scrivo in quella che era la civilissima Emilia, ora l’Emilia di Matteo e indirettamente di Ale, gli elettori alle regionali sono scesi al 38% con il risultato che avremo probabilmente un presidente eletto con neanche il 20% dei voti. Che tristezza, cara Ladylike!

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Tiziano Arrigoni

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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