WiP Radio

A TASTE OF HONEY (Robby Scott – Ric Marlow)

A TASTE OF HONEY (Robby Scott – Ric Marlow)

smtasteA TASTE OF HONEY

 (Robby Scott – Ric Marlow)

McCartney: voce, basso, – Lennon: cori, chitarra ritmica – Harrison: cori, chitarra solista, – Starr: batteria. 


Registrazione: 11 febbraio 1963 
Produttore: George Martin – Fonico: Norman Smith

La canzone nacque come motivo conduttore della colonna sonora del film Sapore di miele, 1961, diretto da Tony Richardson e interpretato dall’attrice di Liverpool Rita Tushingham.

Scritto da Bobby Scott e Ric Marlow, il brano fu inciso per la colonna sonora del film dal pianista statunitense martin Denny e ottenne il Grammy Award nel 1963.

Paul ascoltò il disco e volle che la canzone venisse inclusa nel repertorio live dei Beatles.

Mc Cartney: “Era uno dei miei numeri da protagonista ad Amburgo. Era diverso dalle altre canzoni del nostro repertorio, ma era molto richiesto dal pubblico”.

Registrata in sette takes  all’inizio del pomeriggio (con un raddoppio della voce di Mc Cartney), la canzone stava indigesta a John Lennon; è agli atti non ufficiali il suo acido commento: “a waste of money”, denaro sprecato.

Già avviata a diventare uno standard all’inizio degli anni ’70, fu incisa da Barbra Streisand

e da Herb Alpert & the Tijana Brass, diventandone un Hit. Fu poi impiegata dalla RAI come sigla per una trasmissione sportiva.

In ultimo, I Giganti ne fecero una cover In paese è festa.

Ed ecco finalmente la versione dei nostri Fab4

Autore del Post

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

Commenti