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DO YOU WANT TO KNOW A SECRET (Mc Cartney – Lennon)

DO YOU WANT TO KNOW A SECRET (Mc Cartney – Lennon)

the beatlesDO YOU WANT TO KNOW A SECRET

 (Mc Cartney – Lennon)

McCartney: cori, basso, – Lennon: cori, chitarra ritmica – Harrison: voce, chitarra solista, – Starr: batteria, percussioni. 


Registrazione: 11 febbraio 1963 
Produttore: George Martin – Fonico: Norman Smith

Dato che John Lennon e la sua fresca sposa Cynthia non avevano una casa propria, e non potevano permettersi di andare in viaggio di nozze, Brian Epstein propose loro un patto. Avrebbe concesso alla coppia in uso gratuito il suo appartamentino da scapolo, al 36 di Falkner Street, a patto che la notizia del loro matrimonio fosse tenuta segreta.

Lennon: “Era il primo appartamento in cui abitassi che non fosse condiviso con quattordici altre persone. Avevo appena sposato Cyn, e Brian ci diede il suo appartamentino segreto, quello che usava per i suoi incontri sessuali che voleva tenere nascosti alla famiglia”.

John probabilmente alludeva a questo segreto, quando scrisse Do you want to know a secret, che gli fu ispirato da una canzone del film Biancaneve e i sette nani di Walt Disney: I’m wishing, quella che Biancaneve canta alle colombe vicino al pozzo dei desideri, prima dell’arrivo del principe.

Harrison: “Era la mia canzone nell’album. Non mi piaceva come l’avevo cantata. Non sapevo come si cantasse, nessuno me l’aveva mai insegnato”. Peraltro Harrison cita come ispirazione per il brano – non senza qualche fondamento – I really love you degli Stereos, mentre c’è chi sostiene che Yesterday fosse una versione molto rallentata di Do you want to know a secret.

Mac Donald: “Lennon registrò per il collega della NEMS, Billy J. Kramer, questa insulsa canzoncina mentre stava seduto nel gabinetto di un night club di Amburgo; dopodiché tiro lo sciacquone (dichiarò in seguito che non era stato capace di trovare un altro posto altrettanto tranquillo). Kramer e il suo gruppo, i Dakotas, la incisero senza entusiasmo e furono i primi a essre sorpresi quando, nel giugno del 1963, riuscirono a portare il disco in vetta alle classifiche inglesi”. Era la prima volta che una canzone di Lennon e Mc Cartney, cantata da un altro artista, entrava in classifica: arrivò al secondo posto nel maggio del 1963.

Do you want to know a secret fu registrata all’inizio del pomeriggio in otto takes: l’ottava servì a sovraincidere alla sesta i cori e le percussioni: due bacchette da batteria l’una sull’altra.

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DO YOU WANT TO KNOW A SECRET (Mc Cartney – Lennon) by Ernesto Macchioni is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International

Autore del Post

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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