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A FINESTRE SPALANCATE

22 Maggio 2019 Archendipity
A FINESTRE SPALANCATE

Riagganciandosi allo scorso articolo  “La casa sull’albero”, vorrei parlarvi di cosa intendevo con “portarsi  la natura dentro casa”.

La scorsa settimana, mio figlio un giorno è tornato dall’asilo con una piantina di fagiolo alta 20 cm, un altro giorno con un paio di vasetti dove aveva piantato del basilico e del prezzemolo … un dubbio si è fatto subito strada nella mia mente:  non sarà che ha detto alle maestre che odio cucinare e questi sono loro messaggi subliminali?? La mania persecutoria stava prendendo piede, quando ho comunque dovuto trovare loro una collocazione, ovviamente dentro casa perché la stagione era novembrina anziché primaverile.
Manie persecutorie a parte, è gratificante ed educativo coltivare e veder nascere delle piante seminate con le proprie mani, anche se sai che tuo figlio treenne le farà fuori non appena avranno raggiunto i 5 cm di altezza.
In ogni caso un piccolo orticello casalingo, in vaso, su un davanzale o su una terrazza può essere utile, oltre al fatto che le piante aromatiche sono anche ornamentali e infatti sempre più usate in contesti inusuali.

L’aria delle nostre case risente sia dell’inquinamento ambientale esterno ma soprattutto di quello interno, a causa dei composti volatili rilasciati nell’ambiente dai materiali degli arredi, dalle vernici e dalle normali attività tipo la cottura dei cibi (ma perché vi ostinate a cucinare?!?) o le pulizie domestiche, ai quali si aggiungono i campi elettromagnetici ecc… Tutto questo ci provoca disturbi di vario tipo, come mal di testa, allergie, irritabilità.
A proposito di questo, molti articoli on line o su riviste patinate ci consigliano di utilizzare la strategia di circondarci di piante che possano assorbire queste sostanze e fanno liste infinite di che cosa assorbe ciascuna specie. Mi dispiace, devo sfatare un mito.
Se andiamo a informarci bene infatti, oltre a scoprire che la pianta di fagiolo di mio figlio non ci libera pressochè da nessun volatile e va piantata in giardino, leggiamo  che per avere un effetto apprezzabile in uno spazio domestico dovrebbe esserci una pianta ogni 1.5 metri quadri… cioè in un appartamento medio ci dovrebbero stare circa 45 piante. Insomma dovremmo vivere in una serra! Ci libereremmo dei VOC ma ci verrebbero i reumatismi per l’umidità e la muffa sul soffitto.

Diciamo dunque che mettere qualche pianta tra noi e il vicino di scrivania nell’odiato open space può aiutarci sì a mitigare l’inquinamento, ma soprattutto ci aiuta a non dover  vedere la  sua faccia tutti i sacrosanti giorni ! Questo sì che migliora l’umore, mitiga lo stress e aumenta la produttività!

Portarsi la natura dentro casa significa dunque questo : vivere in un ambiente più colorato, accogliente, circondati da esseri viventi di cui ci prendiamo cura, con un effetto terapeutico non indifferente.

Ma facciamo un passo indietro : i giardini romani erano un luogo di pace e tranquillità, un rifugio dalla vita cittadina, ma erano anche investiti di significati religiosi e simbolici. I giardini di Versailles del ‘600 con la loro maestosità simboleggiavano il potere e il prestigio sociale. I giardini zen, composti quasi esclusivamente da rocce e ghiaia creano un senso di tranquillità, immobilità e calma. Insomma, il giardino, predisponendo la nostra mente al bello, alla pace e alla quiete, infonde al nostro corpo il benessere, coltivare fiori genera emozioni positive, coltivare un orto ci fa prendere cura di un altro essere curando i disagi interiori. Sono tutte attività che normalmente si fanno all’esterno, anche in un piccolissimo spazio, ma che è importantissimo portare dentro casa, anche su un balcone o un davanzale come elemento di transizione fra esterno e interno..

Parlando di benessere psicofisico, le scatole in cui viviamo non sono il posto migliore per vivere. Dobbiamo allora trovare dei modi per riequilibrare le nostre energie, scegliendo bene i materiali con cui costruiamo e arrediamo la nostra casa.
Uno di questi è circondarci della natura con cui siamo tutt’uno e della sua naturale “bellezza”. Circondiamoci di vita, è semplice.

E se volete purificare l’aria, aprite le finestre!

Autore del Post

Gaia Vivaldi

Classe ’76, Gaia è uno di quegli architetti a cui piace usare le mani per smontare, costruire, colorare… sperimentando l’effetto della concretezza sull’emotività. In instabile equilibrio sull’orlo del caos, alla perenne ricerca di sintomi di bellezza e benessere ovunque essi si incontrino (o scontrino).

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