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Sogna Ragazzo Sogna

Certe volte le canzoni tornano ( e vi consiglio di ascoltarla mentre leggete)

 

e tornano perché ne abbiamo bisogno.  Forse per ricordarci pezzi di noi o forse per dare pezzi di noi agli altri.

Esattamente venti  anni fa, in un canzone della nostra storia recente, che spesso dimentichiamo di  raccontare a nostri figli e ai nostri giovani, il Prof, Roberto Vecchioni, ci regalava questa poesia. Sogna ragazzo sogna ci diceva e diceva a se stesso.

E ti diranno parole….

Era il 1999  quando esce questo pezzo  e il Parlamento in seduta comune elegge il decimo Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, alla prima votazione con larga maggioranza. Presidente del consiglio era Massimo D’Alema. Era l’anno di un Pd che era  L’Ulivo un raggruppamento di forze riformiste riunito attorno a tre sostanziali idee-cardine: la cultura socialistasocialdemocratica, quella cattolico-democratica e quella liberaldemocratica, cui facevano poi seguito il convinto impegno ambientalista ed europeista . Era un anno nel quale una Lega ancora Nord di Umberto Bossi, nel fiore del suo progetto padanista e secessionista,  si apprestava a coalizzarsi nella casa delle Libertà con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, nato politicamente nel 1993.

Una storia da raccontare

Una storia moderna che, probabilmente, i diciottenni di oggi che si stanno preparando al voto non conoscono.  Per questo, proviamo a chiederci se veramente quelle parole che dovevamo dire le abbiamo in realtà dette. Proviamo a chiederci se la nostra  generazione dei non più giovani si sia realmente presa la briga di raccontare la nostra storia recente.  Proviamo a chiederci se invece  di raccontare abbiamo scelto stupidamente  di chiuderci  in una autoreferenzialità che ci ha allontanato da chi sarà il nostro futuro, lasciando spazio a un presente del quale molti non conoscono le radici, autorizzando un trasformismo incontestabile.

 

Non è vero ragazzo che la ragione sta sempre con il più forte.

Il potere vince e incanta. Quindi la a ragione è di chi vince? Magari potremmo spiegare ai ragazzi di oggi che è proprio  la storia  che ci insegna che  così non è stato. Potremmo spiegare che da sempre la bramosia della conquista ha trovato larghi consensi esondando però in una negazione della democrazia, della libertà e dei diritti umani. Forse andrebbe raccontato di quel Mussolini osannato che ora è travestito e rivenduto come grande statista ma, che in realtà, fu solo un dittatore. Ma forse, togliendo la storia nelle scuole, è più facile raccontare quel che si vuole.

Sogna quando un uomo vive per le sue parole

Forse potremmo raccontare ai nostri giovani futuri adulti di chi per le proprie ideologie è morto o ha vissuto. Quanti di questi giovani conoscono Italiani come Aldo Moro o Enrico Berlinguer? Forse dovremmo raccontare di una politica che aveva rispetto di se stessa e che parlava con parole non social ma permeate di significato e progetti. Una politica che non faceva vincere una telefonata con un Ministro o,  peggio ancora, un selfie, ma faceva credere in un progetto di futuro.

 

Sogna …quando cala il vento ma non è finita

Forse dovremmo insegnare a credere in noi stessi anche quando non abbiamo il vento in poppa e dobbiamo gestire la frustrazione del fallimento. Forse dovremmo insegnare a questi giovani che è proprio quello il momento durante il quale dobbiamo lottare di più ed è quella frustrazione che li farà crescere veramente.

Non  cambiare un verso della tua canzone

Forse potremmo spiegare ai nostri giovani che, nonostante la politica di oggi non abbia più regole, l’importante è conoscere e credere nei propri valori. Ma forse la verità sta nel fatto che  non riusciamo a spiegarlo perché neanche noi riusciamo a credere più nella politica e cambiare i versi della canzone è l’unico modo per andare al governo.

Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre

Chiediamoci se quello che stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi non sia solamente l’idea di vincere. L’dea di una vittoria a tutti i costi che fa perdere il senso di chi siamo. Ma per capire questo, bisogna avere il coraggio di domandarci  nel profondo che cosa voglia in realtà dire perdere. E se la vera sconfitta fosse  in realtà  proprio la perdita di coerenza?

La vita è così grande che quando sarai sul punto di morire pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire

Mi piace pensare che il nostro ulivo siano proprio i giovani. Mi piace pensare che qualcuno di noi abbia ancora la voglia di lasciare qualcosa al futuro, di raccontare e osservare il crescere di nuovi pensieri liberi e pieni di sogni, come solo i giovani sanno avere. Mi piace pensare che attraverso questi giovani sogni anche noi possiamo tornare a sognare e tornare  a credere in un a società diversae  in una politica diversa. Mi piace pensare che ”  ci si salva e si va avanti solo se si agisce insieme e non uno per uno “(E. Berlinguer)

Buon voto consapevole a tutti noi, ma soprattutto buon voto a chi per la prima volta sentirà la responsabilità di scegliere per proprio futuro.

vi lascio cosi….

 

 

Autore del Post

Serena Ricciardulli

Psicoterapeuta e scrittrice. Vive nella sua amatissima Castiglioncello. Nel 2017 esce il suo romanzo di esordio "Fuori Piove" (Bonfirraro Editore). Di lei hanno scritto La Repubblica, Il Tirreno, La Nazione, Nuova Antologia, definendo il suo romanzo un successo editoriale. Adesso inizia la sua esperienza come blogger di WiP Radio.

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