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La scandalosa Gilda

La scandalosa Gilda

Avevo otto anni ed ero molto grasso ma non per questo scemo, quindi ci ho messo poco a capire che il sabato sera quando cenevamo dagli zii mio zio Nando dopo lo scopone si chiudeva dieci minuti nello studio con mio padre Lucio per una semplice ragione: imprestargli videocassette erotiche distribuite in allegato dall’Espresso settimanale di sinistra. Questo momento diciamo topico si verificava verso la mezzanotte e trenta (come ebbi poi modo di precisare in Corte d’Assise), orario in cui io solitamente mi trovavo da tempo sul divano di pelle intorpidito dal sonno, cullato dalle piacevoli chiacchiere ovattate del programma Harem condotto da Catherine Spaak bellissima donna. Tuttavia, appena avvertivo le sedie della bisca che si scostavano per il rompete le righe, drizzavo le mie antennine di regazzino goffo e fingendomi morto seguivo tutta la classica situazione del fine serata: mamma che prestava i libri della Aleramo a mia cugina Benedetta di anni quattro, nonno Lester che per l’emozione rimetteva la robiola e, appunto, papà Lucius e zio Nando che con i loro sorrisoni da statali andavano a serrarsi nello studiolo. Una volta a casa, dopo aver simulato un profondo sonnellino nel breve viaggio in Volvo in modo da risultare inoffensivo agli occhi della comunità internazionale, mi infilavo il pigiama con le zebre e, avvolto dal conforto delle tenebre (all’epoca non avevamo ancora l’allaccio alla corrente), controllavo ogni movimento del papà come un Big Brother di balzachiana memoria. Lucio dava la buonanotte alla mamma, Lucio assicurava che sarebbe venuto a letto entro mezz’ora, tempo di vedere i gol della Fiorentina, Lucio che si avviava verso il salotto avvolto nella sua vestaglia la cui tasca sinistra era rigonfia del vhs noleggiato da quel minchia dello zio. Io, spirito della notte, lo scrutavo sculettare nel corridoio avvolto nel suo kimono e poi, arrivato in sala, alzarsi sulle punte dei piedi e sistemare il tesoro in cima alla libreria, sopra i volumi della Utet e della Storia d’Italia di Gervaso. Tracciato il bene, pago delle mie doti di rabdomante filavo sotto le coperte e finalmente l’indomani, nel pomeriggio, quando papà era alla Farnesina e mamma a servizio dai Ciarrapico, piazzavo la classica scaletta da artigiano e mi arrampicavo sino alla sommità della libreria, dove finalmente acciuffavo l’ambita cassetta nella sua scintillante guaina di cartone rosso. La più bella delle decine che ho recuperato in questo modo è senz’altro ‘La scandalosa Gilda’ di Gabriele Lavia, film erotico dove lo stesso Lavia si intrattiene con la sua vera moglie di allora, la signora Guerritore, prestandola altresì ad altra gente del cast, tant’è che io spero che il dottor Zaccaria attuale compagno di Monica questo film non l’ha mai visto perché secondo me gli verrebbe senso. In ogni caso il lungometraggio in questione era anche molto adatto a noi bambini perché ricco di inserti cartoon per quanto si trattasse di peni e vagine (estremamente giocosi). Altra osservazione che posso fare è che ‘La scandalosa Gilda’ potrebbe essere anche un titolo del Fatto quotidiano contro i lanaioli.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, teatro e produzione multimediale (110 e lode), nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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