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Il foglio bianco

Il foglio bianco

Il foglio bianco.

Il bianco foglio.

Potrei andare avanti così per ore, perché è successo un problema diciamo “tecnico” che ora vi spiego molto volentieri, anzi grazie per avermelo chiesto. Praticamente ad ottobre, cioè all’inizio di questa rubrica, avevo segnato su una nota al computer tutti gli argomenti possibili ed inimmaginabili di cui avrei voluto scrivere. Fino a due settimane fa tutto procedeva secondo i piani, poi però l’irreparabile: per non so quale errore, il file era sparito e non si trova più. Come se non fosse mai esistito. Ed ora? Di che parlo?

Le sensazioni sono le seguenti: panico, ansia, terrore, spaesamento, pigrizia, insicurezza. Non tutte in quest’ordine, magari alcune me le sono inventate adesso mentre scrivo. Però vedo il foglio da riempire, al momento sono a 124 parole, la voglia di scrivere solo QHFQOHFOIQJFPQWJPQJGQOWJGIOGOQWHGOAHROIQOWQHROQIHROIQU401U5109UR0QU0FAU09JQ09RU10U02U502UR09FUA09UR902 è forte ma sono a 135 parole, mannaggia, devo trovare una soluzione. Dunque, dicevo… ah sì, praticamente arrivo qui e trovo questo foglio bianco. Vorrei parlarmi della mia vita, delle mie idee, progetti, sensazioni, emozioni, eccetera. Ma vi intesserebbe? Non credo, e poi forse manco basterebbe un articolo.

Parlare d’attualità? Mmmh… sarei noioso, tedioso, ripetitivo, probabilmente banale. Chi mi conosce sa come la penso, va bene così. E poi sarei minoranza della minoranza.

Allora scrivo di cinema? Il cinema è una mia grande passione, però non vado al cinema da tre anni. Mmh, forse no.

Ma certo, la musica! Eh, per esempio potrei parlare di musica, non credo di essere un intenditore ma qualcosa posso scrivere. A quanti concerti sono stato? Fatemi pensare. Otto, sono stato ad otto concerti. Di chi? Degli Elio e le Storie Tese!

E poi?

Eh… degli Elio e le Storie Tese.

Ah.

Eh sì, sono un po’ pigro.

Allora di cosa? Boh, ci penso. Per esempio quando ho scritto i miei libri (ne ho scritti due) alle volte mi capitava di trovarmi davanti il foglio bianco, che poi non è bianco, diciamo lo schermo bianco allora, anche se bianco non è, cioè non so che sia sporco eh, ma perché comunque c’erano anche altre cose, le varie icone eccetera. Insomma, quando ero in crisi d’ispirazione mi mettevo ad ascoltare musica, casualmente lo sto facendo ora, casualmente su Spotify sta passando un brano degli Elio e le Storie Tese, esattamente questo:

Sarà magia, sarà un caso, sarà perché ti amo ma un po’ d’ispirazione mi è tornata. Non è automatico naturalmente che avere l’ispirazione porti a scrivere roba di qualità, ma chissà, starà a voi giudicarlo.

Il problema però è quando la musica mi prende, allora diventa facile distrarsi e perdo il focus della concentrazione.

Devo finire quest’articolo, cavolo, cappero, perdindirindina.

Sto anche guardando in contemporanea tre partite: Spal-Napoli, Barcellona-Getafe, Atletico Madrid-Siviglia.

Sono multitasking, forse troppo.

Non mi ricordo più cosa volevo scrivere, porca miseria. Sono serio, non sto scherzando. Forse qualcosa sull’importanza della musica… ma l’ha già scritto una mia valente collega, quindi meglio di no.

Comunque quando vi manca l’ispirazione per fare una cosa, distraetevi, che poi qualcosa tirerete fuori lo stesso.

La sindrome del foglio bianco colpisce prima o poi chiunque, ma come dice giustamente l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è solo una cosa passeggera. Basta distrarsi un po’ e torneremo a perseguire il nostro obiettivo più carichi di prima.

Per esempio io avevo paura di lasciare quest’articolo vuoto, di non scrivere nulla. Invece ho fatto come vi ho descritto ed ora sono a ben 567 parole.

Come concludere? Beh… grazie a tutti che mi seguite, che mi volete bene, vogliatevi bene fra di voi, distinti saluti, anzi, cordiali, ma sì dai, pure carissimi saluti e buona serata a Voi ed alle Vostre famiglie.

Alla prossima!!!

(607 parole)

Autore del Post

Nicolò Bagnoli

Nasce nel 1986, nel 2010 ha l'idea di WiP Radio di cui è il direttore, è quasi alto come Berlusconi, davanti ad un microfono può starci ore. Parlando, ovviamente.

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