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Viaggiare in solitaria: il coraggio di affrontare le paure (degli altri)

Viaggiare in solitaria: il coraggio di affrontare le paure (degli altri)

Viaggiare in solitaria: il coraggio di affrontare le paure (degli altri)

 

“Parto”.

“Di nuovo?”

“Si, ho il volo fra una settimana”

“Anche questa volta DA SOLA?” – (da leggersi con intonazione grave, un misto fra sorpresa, panico e riluttanza) – Ma non hai PAURA? Che CORAGGIO…”

 

Posso dire con certezza che questa è la più tipica delle conversazioni in cui mi incastrano ogni volta che preparo lo zaino per partire. Viaggiare in solitaria, soprattutto se si è donna, provoca nella maggior parte delle persone sgomento e stupore quasi come se fosse una specie di tortura autoinflitta, una inutile sfida alla sorte segnatamente avversa, una forma di penitenza con cui espiare chissà quali peccati. Affrontare il carico di dubbi e paure che le persone, nella maggior parte dei casi con affetto e buona fede, mi riversano addosso, è sempre stato più difficile che la pianificazione e l’organizzazione del viaggio stesso. No, non ho paura e, nel momento in cui non c’è paura, non ci può essere coraggio. Non ce n’è proprio bisogno. Anzi, probabilmente quella vigliacca sono io: non ho il coraggio di resistere alla routine, alle responsabilità imposte, al “senso del dovere” che la società ci impone come giusto e inequivocabile. Non ho il coraggio di restare nel meccanismo ed affrontarlo da dentro. Ho bisogno di scappare.

 

NON TI SENTIRAI SOLA?

Amo la condivisione, non c’è dubbio. La condivisione del tempo, delle risate, della bellezza di un paesaggio o l’emozione di un momento, perché spesso rende la realtà ancora più reale. Ma nel tempo ho imparato che, se si viaggia come “viaggiatori” e non come “turisti”, se si scelgono mete o itinerari particolari, spostamenti e sistemazioni low cost, anche l’amico più caro può diventare la causa del disastro. Spesso si hanno ritmi, interessi e capacità di adattamento molto diversi e la persona con cui passeremmo ore e ore nella sicurezza di un salotto o di un pub vicino a casa, può diventare il vero incubo. Sono pochi i miei compagni di viaggio abituali, selezionati e rodati.

Viaggiare in solitaria non è sinonimo di solitudine: quando si è in coppia o in gruppo si tende a rimanere isolati, a parlare e condividere solo fra amici, a chiudersi nel cerchio del conosciuto e del sicuro, sottovalutando tutto quello che si può scoprire e imparare di un luogo parlando con chi lo vive ogni giorno, o con chi viene da lontano e sta imparando a conoscerlo. Viaggiando con la sola compagnia di noi stessi si tende istintivamente ad aprirsi a chi c’è intorno, a chi incontriamo per caso, più facilmente conosciamo persone e tessiamo nuove relazioni, fosse anche per una breve conversazione con chi non incontreremo mai più.

Se non si riesce a stare soli, se si ha paura dei propri silenzi, come ci si può davvero relazionare con gli altri? Il bisogno di circondarsi di persone conosciute è probabilmente un tentativo di fuga dall’ascoltare il nostro vero io.

 

E SE TI SUCCEDE QUALCOSA?

E se camminando lungo la strada di casa mia mi cadesse una tegola in testa?

viaggiare in solitariaFare le cose “con il cervello”, non mettersi in situazioni oggettivamente a rischio, credo che sia una regola applicabile a qualunque situazione, in viaggio o nella propria zona di comfort. Organizzare il percorso, dagli spostamenti ai pernottamenti, passando per tutte le esperienze che si scelgono di fare, è invece un mettersi alla prova che spesso porta a una maggiore fiducia nelle proprie capacità. Ci mette di fronte a insicurezze e paure che non avrebbero la possibilità di venire a galla in altro modo e, di conseguenza, non saremmo mai in grado di farci i conti e affrontare. Le piccole e grandi sfide che viaggiando in solitaria ci troviamo davanti diventano crescita personale.

 

No, neanche questa volta saranno quelle parole a fermarmi. Anzi, ancora di più mi rendo conto di quanto queste paure siano in realtà le paure degli altri, di chi è incapace di stare solo e da solo aprirsi a mondi nuovi, come se tutto quello che c’è fuori dal “conosciuto” fosse cattivo ed ostile, come se il solo fatto di avere compagnia possa salvarci da chissà quali mostri. Viaggiare in solitaria significa prima di tutto darci fiducia e dare fiducia è una grandissima forma di amore. Noi stessi siamo la persona che dovremmo amare di più nella vita. Diamoci fiducia!

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Viaggiare in solitaria: il coraggio di affrontare le paure (degli altri) by Laura Lippi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International
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Autore del Post

Laura Lippi

Fiorentina di nascita, randagia per natura, viaggia low cost in solitaria dall’età di 4 anni quando, con un peluche come unico bagaglio, ha sconfinato nel cortile dei vicini “per vedere cosa c’è più in là”. E non ha mai smesso.

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