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Noi playboy di provincia

Noi playboy di provincia

Il paradosso di noi playboy di provincia è che abbiamo molti meno rapporti delle persone tranquille e accasate. Questo perché diversamente che in città qua le giovani donne da blandire e conquistare sono davvero poche, la maggior parte come detto è serena, moglie, madre e non ha tempo da perdere con noi merde, che tra l’altro, pur legati da cordiali rapporti di categoria, finiamo sempre a litigare perché ci disputiamo le solite sparute 35enni emancipate e sole. Alle cene con le coppie di amici i mariti ci guardano con ammirazione come a dire “Beati voi che ancora ci date dentro…” quando però loro hanno avuto come minimo 2-3 rapporti nel corso della settimana (martedì, giovedì e sabato mattina) mentre noi probabilmente nessuno perché siamo in quattro a inseguire una povera vedovina. Ma questo i padri di famiglia non lo sanno e allora noi sorridiamo e stiamo al gioco. “Quante ne hai sottomano Lele? Quante?”. “Ma niente dai… un paio”. E il buon’uomo nostro amico mentalmente triplica, convinto che gliele nascondiamo per non fargli venire troppa gola. Quando invece siamo noi donnaioli ormai anziani a invidiargli la casa, la famiglia, l’anima grande e buona che alla fine vince e dura sempre su tutto come la Juve o il Corriere della Sera. Codesta situazione fa sì che verso i quarant’anni noi cacciatori professionisti ci troviamo senza femmine e, come crociati di ritorno dalla Terrasanta o Bugo di nuovo a Torino dopo l’India, dobbiamo abituarci a una vita non consona alla nostra indole: andiamo a giocare i giochi da tavolo dai Fratelli Scarano che ci battono tacendoci parte delle regole, mettiamo su le cannette per i pomodori, passiamo più tempo in famiglia, soprattutto con le nonne vecchissime e i loro racconti sui tedeschi liberatori.

A lungo andare un’altra mansione che viene intrapresa da noi derelitti stalloni ciociari è andare con le prostitute. E poi vantarcene, farcene belli, cose se ci fosse qualcosa di cui andare fieri. Non lo dico per un discorso morale o per ‘senso della conquista’, ma proprio per logica. È come vantarsi di essere andato dal fruttivendolo e avere comprato il pompelmo in cambio dei soldi previsti per tale squisito agrume. È una cosa normale, non c’è da vantarsi, del resto se il commerciante fa resistenza e non te lo vende rischia il penale. Quindi meglio sarebbe godersi questo piccolo grande vizio ma però senza fare tanti discorsi in giro. Altra peculiarità da playboy ormai 40enne è scoprire la pornografia sul web magari aiutati da un nipote, figlio di nostro fratello ingegnere. Il piccolo Ivan ci instrada e noi vogliosi prendiamo presto confidenza con la rete e i siti sessuali. Ne fruiamo anche tre-quattro volte al dì, con tanta gioia ma anche con il dispiacere di essere diventati spettatori, noi che un tempo dell’amore eravamo protagonisti come Baudo nelle case degli italiani. Ci immedesimiamo a fondo nelle sequenze erotiche – soprattutto quelle un po’ caserecce – e vogliamo sapere tutto delle ragazze coinvolte, per gentilezza, per intimità, perché siamo gentiluomini. Così, dopo aver chiesto al nipote, troviamo questo sito che si chiama Freeones (Libera alcuni) dove trovi tutto il possibile sulla bimba: età, peso, se ancora recita, se è morta, eventuali tatuaggi, civiltà preferita a Age of Empires 2. Infine una cosa che ci dà fastidio è il montaggio video pieno di tagli temporali, purtroppo molto diffuso. Ci rende infelici e sospettosi. Cosa succede in quei buchi misteriosi tra il bacio e la nudità, tra l’acclimatarsi e l’esplosione? Cosa fanno le ragazze in quelle oscure transizioni? Forse ridono di noi e ci guardano piangere.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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