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Aiuto aiuto, affogo!

18 Aprile 2019 BLOG, Ex-patriati
Aiuto aiuto, affogo!

Aiuto aiuto, affogo!

Soluzioni utili per cavarsela da soli, nella capitale tedesca.

Come molti sanno, provengo da un posto di mare…anzi scusate, dal più bel posto di mare della costa tirrenica.

Castiglioncello.

Anche se nata e cresciuta al mare, imparai a nuotare tardi, e ancora oggi, nemmeno troppo bene. Avevo paura e ne aveva anche la mia mamma, che comunque mi dette il più saggio dei consigli “non gridare mai aiuto, finché davvero non ne hai bisogno“. Così in caso pensai, quando starò per affogare, qualcuno, magari, mi verrà a salvare.

Questo insegnamento me lo son portata sempre dentro, fino ad oggi, tanto che non ci penso proprio ad accollarmi a nessuno. Voglio fare la donna forte. -_- Ma in realtà a volte mi sento cretina, perché il “finché davvero non ne hai bisogno” magari arriva ed è meglio condividere e chiedere aiuto a qualcuno.

Comunque i problemi dei ragazzi del 2000 si sa, sono spesso legati ai soldi, alle risorse e alle possibilità di vita.

E allora tocca rimboccarsi le maniche e andare a studiare, lavorare o via dall’Italia.

Studiare e Lavorare!! –> 1° CONSIGLIO

Così fu. Avendo lavorato sempre dai 17 anni in poi, e avendo messo da parte abbastanza solidini, l’estate 2013, partii..

Arrivata a Berlino ottobre 2013, a novembre avevo già un lavoretto e facevo corso di tedesco.

Fate corso di Tedesco!! –> 2° CONSIGLIO

Pagato ovviamente di tasca mia. Ovvio per me. Non conoscevo parole come Jobcenter e Agentur für Arbeit, o per lo meno le collegavo a quelli messi male economicamente o a chi non aveva voglia di fa un cazzo. Si scusate la parola colorita ma, dopo 5 anni che mi faccio un mazzo così, vedere chi fa il figo con i soldi della Merkel, mi sta sul culo.

Comunque sia tornando a me, lavoravo e imparavo il tedesco felice e soddisfatta!!!

Dopo tre anni di tedesco e lavoretti da Baby-Sitter, cameriera e barista , ho deciso di intraprendere la strada della studentessa.

Qui aiuti non mancano, finanziano tutti e tutto, ti pagano affitto della casa, mezzi di trasporto e qualche soldo in più per campare. E in più ho lavorato tanto, prenderò la disoccupazione!

3° CONSIGLIO –> diffidare dalle voci, dal “ho sentito dire” e in caso di tedeschi, chiedere, verificare, portare tutti (TUTTI) i documenti che avete assemblato nel corso della vostra vita. E recatevi a quell’ufficio almeno un anno prima di sapere che avete intenzione di iniziare a fare qualcosa, appena vi viene idea di voler smettere un’ attività, per intraprenderne un’ altra. CHIEDETE, VERIFICATE.

Il mio errore è stato FIDARMI e affidarmi allo stato. Decisi di licenziarmi da dove lavoravo e nei 3 mesi prima ero stata all’ agenzia del lavoro per comunicarglielo. Funziona così.

Fatto sta che, arrivata al giorno in cui ero disoccupata, avendo già fatto un anno DISTRUTTIVO tra scuola e lavoro, mi vennero a dire che non potevo “godere” della disoccupazione perché in realtà ero studentessa. ——————–

Ok no problem, pensai,  vado all’ufficio studenti e chiedo il sussidio che mi spetta.

4°CONSIGLIO –> mai gioire, ne sperare, ne partire positivi, con i tedeschi.

Non potevo avere il sussidio studenti, perché nella mia vita, mi ero azzardata pure a fare 3 anni di UNIPI, Università di Pisa, per poi abbandonare gli studi. Scelta pensata e ragionata, che rifarei adesso, visto che dopo 3 anni, avevo dato metà degli esami, e abitavo già a Berlino. Aiuto!!

5° CONSIGLIO –> l’Europa esiste per i tedeschi, solo quando devono tirartela in quel posto. ATTENZIONE!!

Quindi praticamente non mi davano sussidio studenti perché avevo già studiato e poi abbandonato. Quindi il “siamo Europa” valeva.  Ma per iscrivermi alla scuola, ho dovuto pagare un bel pò di soldi, per far riconoscere un diplomino del liceo, già tradotto in 4/5 lingue. Quando c’è da prendere soldi… Europa non c’era già più.

Insomma per la disoccupazione non ero disoccupata. Per l’ufficio studenti, avevo già studiato.

Quindi nulla, nada, niente, KEINE HILFE . (Aiuto)

6° CONSIGLIO –> mai iniziare una scuola, Università, Ausbildung (scuola professionale) a Berlino, in contemporanea a un lavoro.

Si perché se io mi fossi licenziata prima di iniziare la scuola, forse avrei goduto della disoccupazione e potevo condurre la mia vita di studentessa in modo normale, senza ammazzarmi e rinunciare alla vita sociale e salutare. Anche la salute, qui si paga studente o no. E son soldi!

Una cosa non ho ancora capito, ma cosa gliene fregava a loro se io avevo già fatto o no l’UNIPI? In Italia si paga, non ti regala niente nessuno e non ci sono sussidi studenti o simili.

7° CONSIGLIO –> le regole sono regole e te non sei tedesco.

 

bene con questo riassunto della mia bella e felice vita berlinese in questi ultimi 3 anni, vi saluto.

Che devo andare a L A V O R A R E.

Tra due settimane ho l’esame di stato per diventare educatrice ERZIEHERIN. Tanti auguri 🙂

Vi farò sapere come va nella prossima puntata che, vi prometto, sarà più positiva, simpatica e ottimista 😀

baci,

Ila.

 

Autore del Post

Ilaria Bruno

Ilaria classe '91. Da 5 anni vive, e sopravvive, a Berlino. Aspirante avvocatessa lascia la - allora ancora molto lontana - carriera, per intraprendere la strada dell'emigrata. Studia il tedesco, pagando corsi, affitto e birrini, facendo cameriera, barista e baby sitter. Arrivata alla fine dei corsi, ottiene un certificato di lingua e si pone la fatidica domanda, cosa faccio ora? Cosa voglio fare da grande? Decidendo di rimanere in Germania riprende la carriera, a 25 anni da studentessa, questa volta "buttandosi" nel sociale. Ad oggi è all'ultimo anno per diventare educatrice e forse chissà rimanere o tornare in patria.

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