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Festa della Donna – la figura femminile nella Storia dell’Arte

Festa della Donna – la figura femminile nella Storia dell’Arte

Festa della Donna – la figura femminile nella Storia dell’Arte

La Festa della Donna è ormai alle porte e ho deciso di cogliere l’occasione per riunire un po’ di opere celebri che hanno appunto per protagonista la figura femminile.

Innanzitutto mi sembra opportuno fare un piccolo salto indietro nel tempo per raccontare come nasce la Giornata Internazionale della Donna e perché si celebra proprio l’8 Marzo…

il significato della Festa è quello di ricordare le conquiste politiche, sociali ed economiche della donna e le violenze che esse hanno subito nel corso della storia. Tale festività risale ai primi del Novecento ma si pensava, erroneamente, che la scelta del giorno ricadesse proprio l’8 marzo a causa di un incendio avvenuto all’interno di un’industria tessile nella quale erano rimaste uccise le operaie che vi lavoravano. Sembra però che questo non sia il reale motivo; la Giornata Internazionale della Donna si celebra infatti l’8 marzo per quello che avvenne a San Pietroburgo nel 1917, giorno in cui le donne si riversarono per le strade manifestando con forza la fine della Prima Guerra Mondiale portando alla caduta dello Zarismo.

Il motivo per il quale si regala la Mimosa è invece da attribuirsi al fatto che essa fiorisce proprio ai primi di marzo ed, oltre ad avere un costo ridotto, è caratterizzata da un acceso colore giallo che esprime gioia, forza e vitalità.

Chiusa questa parentesi storica inizierei a parlare delle opere che ho scelto.

Sarò sicuramente scontata e banale ma, se penso ad un quadro che vede una donna protagonista, non posso che pensare a lei:

8 marzo

La Gioconda, anche nota come Monna Lisa, è la più celebre opera realizzata da Leonardo da Vinci. Essa risale approssimativamente al 1503 e sembra che rappresenti Lisa Gherardini, moglie di un nobile mercante italiano di nome Francesco del Giocondo (da qui il nome Gioconda). Tuttavia sono state proposte altre identificazioni tra le quali quella che sostiene che la donna ritratta sia Caterina Buti del Vacca ovvero la presunta madre di Leonardo.

La prima cosa che colpisce è il suo sguardo acuto e penetrante che sembra seguire lo spettatore e che genera un senso di ambiguità. Il volto della donna è incorniciato da lunghi capelli scuri sui quali è adagiato un sottile velo mentre le forme del suo corpo sono modellate dal tessuto dell’abito.

Un’altra celebre opera realizzata intorno al 1488 sempre da Leonardo è la Dama con l’Ermellino.

8 marzo

La donna protagonista viene identificata come Cecilia Gallerani ovvero la giovane amante di Ludovico il Moro. Quest’ultimo ricevette dal re di Napoli il titolo di Cavaliere dell’Ermellino e da qui nasce la scelta di rappresentare Cecilia con tale animale in braccio. Oltre a questo l’ermellino simboleggia anche la purezza e l’incorruttibilità. Proprio come nella Gioconda, la figura è posta a mezzo busto e la dama si rivolge verso destra come se stesse osservando qualcosa o qualcuno che le suscita un lieve sorriso. La fanciulla è adornata con un elegante abito dove spicca il colore azzurro e al collo è visibile una lunga collana di perle scure.

Per quanto riguarda il prossimo quadro ero combattuta se inserirlo o meno dal momento che vi avevo già accennato in un precedente articolo. Ad ogni modo, essendovi troppo affezionata e non avendolo descritto nei dettagli, ho deciso di metterlo. Ecco dunque la Ragazza col Turbante, realizzata da Johannes Vermeer intorno al 1665.

8 marzo

Questo dipinto è stato talvolta definito la Monna Lisa olandese ed appartiene al genere tronien, ovvero a quei ritratti realizzati con costumi storici per raffigurare personaggi del passato e ai quali Vermeer si dedicò svariate volte. Anche in questo caso possiamo notare una fanciulla posta a mezzo busto che ruota la testa verso lo spettatore e che è abbigliata con un turbante azzurro e giallo. Il bel volto è caratterizzato da grandi occhi e labbra carnose e all’altezza del collo spicca la grande perla dell’orecchino, dipinta con pennellate sapienti.

Facciamo adesso un salto in avanti e arriviamo al 1863 quando Edouard Manet dipinse Olympia.

8 marzo

L’artista, nonostante le critiche che aveva ricevuto dopo aver dipinto Colazione sull’erba a causa della presenza ingiustificata di una donna nuda, decise di proseguire per la stessa strada proponendo un’altra opera che aveva nuovamente per protagonista una figura femminile priva di veli. Nacque così Olympia che, ovviamente, fece ancora più scandalo rispetto al precedente quadro dal momento che la donna ritratta rappresentava una prostituta. Ella è adagiata su un letto ed è adornata con alcuni oggetti che all’epoca richiamavano il mondo della prostituzione come l’orchidea tra i capelli, il bracciale dorato, gli orecchini di perle e il nastro nero al collo. Nel dipinto è inoltre presente una donna di colore che porge a Olympia un mazzo di fiori, probabilmente omaggio di un cliente.

Restando sul tema della prostituzione c’è un altro celebre quadro, realizzato nel 1907 da Pablo Picasso, che divenne il Manifesto del Cubismo ovvero Les demoiselles d’Avignon.

8 marzo

In questa tela sono raffigurate cinque prostitute all’interno di un bordello a Barcellona. Esse non sono identiche tra loro bensì differiscono per via dei loro tratti somatici. Possiamo infatti notare che le donne al centro hanno un volto umano al contrario di quelle ai lati che sembrano richiamare le maschere tribali africane. Picasso realizzò numerose rielaborazioni prima di raggiungere la versione definitiva; pare addirittura che nelle bozze precedenti fossero previste anche figure maschili.

Procederei con un omaggio ad un pittore livornese, Amedeo Modigliani, che nel 1919 dipinse uno dei numerosi ritratti della compagna Jeanne Hèbuterne. La donna è realizzata col classico tratto distintivo di Modigliani ovvero il collo lungo.

 

8 marzo

Jeanne fu l’ultima e la più importante donna della vita di Modigliani e, a causa del suo amore nei confronti del pittore che non era ben visto dalla sua famiglia, venne allontanata da casa. I due si trasferirono in Costa Azzurra dove nacque loro figlia. Dopo la morte di Amedeo, Jeanne non riuscì a reggere al dolore per la perdita dell’amato e si tolse la vita gettandosi da una finestra. Venne inizialmente sepolta in un cimitero di periferia ma dopo alcuni anni la sua salma fu spostata vicino a quella del marito.

Concluderei il mio articolo con l’autoritratto di un’artista incredibile che, pur non avendo mai studiato a scuola, mi è sempre piaciuta molto ovvero Frida Kahlo.

8 marzo

La pittrice realizzò numerosi autoritratti e questo a causa di un terribile incidente che la costrinse a numerose operazioni e, di conseguenza, a un lungo periodo di convalescenza. I suoi quadri sono spesso caratterizzati da colori vivaci e vi sono talvolta inseriti elementi che richiamano i danni subiti in seguito all’incidente. Altri soggetti spesso dipinti nei suoi autoritratti sono gli animali, visibili ad esempio nel quadro che ho inserito dove l’artista si ritrae in compagnia di una scimmia e di un pappagallo. Conto di dedicarle presto un intero articolo!

 

Autore del Post

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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