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Becoming Lino Toffolo (parte prima)

Becoming Lino Toffolo (parte prima)

La mia vita non era gran cosa, ma almeno avevo trovato di che vivere: le biografie sportive scritte a quattro mani. Dopo un paio di cosette minori mi affidarono la pratica Gigi Maifredi. Non persi tempo e andai subito a trovare il mister per buttare giù un canovaccio. Con mia grande sorpresa, invece del condottiero fiero e slanciato che mi ricordavo, trovai un uomo stanco, malato e tremendamente gonfio. Ormai 75enne, vedovo e senza discendenza, viveva solo come un canaccio in una cascina del Padovano. Sapeva di questa cosa della biografia: non ne era né felice né scontento. Con una sorta di burbera gentilezza, che imparai a conoscere e apprezzare, mi lasciava lavorare tranquillo, rispondendo alle domande, spiegandomi, raccontandomi. Il tutto lentamente, perché purtroppo non stava bene per niente. Decisi di non indorare la pillola, raccontando, sì, il Maifredi di ieri, ma soprattutto il Maifredi di oggi. Un uomo perso e disamorato della vita, vittima di una malattia senza nome che lo stava logorando. Nel complesso ne uscì un lavoro ben fatto, realistico, niente a che vedere con le solite patinate biografie sportive a quattro mani. E in cuor mio speravo che il tutto potesse servire a portare un po’ di attenzione e affetto al mister. A sensibilizzare, insomma.

Dopo un annetto di lavoro il libro era pronto. Mancava soltanto il titolo, che si mette alla fine. Evitai espressioni gladiatorie, spacconate varie e dichiarazioni di guerra, come andava tanto in quel periodo. Preferii di gran lunga attenermi allo stato reale delle cose. E così, data un’occhiata a Maifredi, mi uscì naturale ‘Becoming Lino Toffolo’, visto che il mister ogni giorno che passava era sempre più uguale al 56enne attore e performer veneziano Lino Toffolo. L’editore accettò definendo il titolo orecchiabile e un po’ internazionale. Purtroppo ne uscì una fastidiosa bega burocratica in quanto il Toffolo sgradì l’accostamento con il disgraziato Maifredi. Alla fine ci portò in tribunale, a me e a Gigi, ma andai solo io perché il mister stava litigando con Ciro Ferrara. Dopo qualche mese di stallo giudiziario, la Regione Veneto – locomotiva d’Italia -, decise di risolvere l’imbarazzante vicenda coinvolgendo Toffolo nel programma spaziale regionale. Gliela ricamarono per bene, anche con la conferenza stampa e un cofanetto di dvd patrocinato dall’ente regionale, e poi lo spararono nel cosmo a bordo di un razzo, togliendocelo dai piedi. Un doveroso grazie al presidente Flavio Tosi.

La biografia a quattro mani di cui dovetti occuparmi una volta finito il libro su Maifredi fu quella di mister Nedo Sonetti. Mi venne a trovare in ufficio portandomi dei cantuccini. “Oh l’ha fatti la mi’ mamma con l’ovine nove”, esordì, e poi giù due o tre bestemmie terribili. In tv mi era sempre sembrato simpatico, invece già da quel primo approccio lo inquadrai per quello che realmente era: un vecchio odioso. Sin dal primo giorno di lavoro cominciai a rimpiangere la collaborazione con mister Maifredi, persona a suo modo dolce. Tant’è che con mister Sonetti restammo sempre al ‘voi’ mentre con Gigi – avevo il permesso di chiamarlo così – dopo pochi giorni eravamo già a darci il ‘tu’. Per di più, il 71enne Sonetti cercava di ingannarmi. “Mister, raccontatemi qualcosa su di voi per codesto (toscanismo per metterlo a suo agio) libro”, gli dicevo. E lui: “Mah, guardate, una cosa particolare è che in casa ho il busto di Lenin”. O ancora: “Non vi dico quanto sia faticoso fare il presidente dell’Assoallenatori”, oppure “Sicché nel 2010 diventai coordinatore di Sinistra, ecologia e libertà a San Miniato…”. Insomma, il Sonetti mi diceva fatti non della vita sua, ma di quella del collega allenatore Renzaccio Ulivieri, che invidiava da sempre, soprattutto per le donne. E se glielo dicevi si offendeva, faceva il matto, urlava, diceva che sentiva il fiato corto e tanta pesantezza al petto. Alla fine, visto che continuava a dirmi solo cose di Ulivieri, inventai tutto e lo dipinsi come un mostro criminale addirittura contrario all’italianità di Alitalia. Due giorni dopo l’uscita del libro lo arrestarono. Fu il Natale più bello della mia vita.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, teatro e produzione multimediale (110 e lode), nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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