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Berl…in or out?

Berl…in or out?

Berl…in or out?

PREFAZIONE: il titolo è già stato usato in modo simile, Berlin and out, dalla mia amica Anna. Ragazza italiana totalmente in che porta ormai da anni, moltissimi turisti “per caso” e non, alla scoperta di Berlino. Guide turistiche per “non turisti”.  Non vi farà vedere monumenti e musei in maniera classica, ma vi racconterà la storia di questa città in modo originale e interattivo. Vi farà conoscere Berlino a 360° fuori e dentro, in e out.
Se passate di qua, non esitate a contattarla!!   https://www.berlinandout.eu

 

 

Out: La prima ad esserlo sono stata io… vi ho abbandonato durante le feste. Ebbene sì, sono entrata, in, nelle fauci di parenti, amici, pandori, bocce di vino e arrosti belli oleosi.

Le feste sono così, ti inglobano con tutto quello che propongono: cibo, amore e tanti doni. Ed io ci sono caduta e rimasta volentieri dentro, fino alla fine, fino alla Befana.

Perché visto che sono out Italia, ho dei doveri da #ex-patriata di saluti, giri e presenze varie. Insomma buon anno a tutti, con tutti gli in & out che arricchiscono la nostra vita 🙂

Vi ricordate il “buon” vecchio Celentano, da poco riapparso sugli schermi televisivi italiani, con il suo rock e lento del 2005??
https://v-s.mobi/adriano-celentano-rock-e-lento-mpg-02:54 

Bene, ho deciso di fare un ironico elenco a colpi di opposti e contrapposti, di tutti i cliché e le verità su questa città.

In: Berlino all’inizio è il TOP. La grande città. La Capitale. Spaziosa, verde, aperta. Conosci un sacco di persone diverse e interessanti. Parlare altre lingue e impararne altre…

Out: il tedesco. Iniziando dalla base, adesso posso parlarlo e capirlo, ma mi sento e mi fanno sentire sempre troppo out.

<– Domanda classica, la quale risposta di TUTTI gli stranieri è:
“Nur ein bisschen”  = solo un po’ = out

 

 

 

In: nessuno ti giudica per come sei esternamente. Vestito o tatuato. Capelli viola o verdi. Piercing e stile. Basta che tu faccia bene il tuo lavoro, rispetti le regole e tu non leda l’incolumità altrui.
Out: gusto e moda dei tedeschi, ma soprattutto gli accozzamenti delle tedesche. Lasciamo perdere…

Libertà

In: la libertà a Berlino. In-nissima!!
Out: appena la famosa libertà degli altri finisce perché la tua ha superato il limite, arrivano 27 macchine della polizia, i vigili del fuoco, l’ambulanza e forse anche i finanzieri! Ma questo è solo un out per l’esagerazione che hanno nel far rispettare regole che per noi, o comunque per me, sono di poca importanza, e la mancanza di così tanto interesse per altre cose.
In: far convivere bene e abbastanza tranquillamente, così tante etnie e culture diverse.

In: le regole sono quelle. E quella è la loro unica visione giusta della vita.

Out: se c’è lo spiraglio di trovare una via più veloce per arrivare alla risoluzione di un problema, ma quella via non la conoscono, non l’hanno studiata e non rientra nella GESEZT (legge) sei out. Loro fanno così. Anche se ci mettono 87 fogli da firmare e 100 giorni in più per risolvere.

Studio

Out: lo Stato Italiano non offre sussidi agli studenti. L’uni te la paghi da solo, o babbo e mamma. O lavori. 
In: la Germania si investe sullo studio con –> Das Bundesausbildungsförderungsgesetz (kurz: BAföG)

Se sei giovane, ancora meglio se tedesco. Quello integrazione o no, è un requisito che piace proprio tanto e facilita tutte le procedure. E magari non hai mai lavorato per provare a cavartela da solo, allora a Berlino studi tranquillo, vai al Berghain e dormi fino a tardi! Ci pensa Berl-in, ti paga affitto, mezzi e qualche soldino per le birre 🙂 
Out:
io, italiana, diligente lavoratrice e studentessa. Out dal prendere sussidio studenti perché, tempi or sono, ebbi la malaugurata idea di fare l’università a Pisa e poi abbandonare gli studi. Out perché sta regola, legge, GESETZ, concede aiuti solo a studenti che intraprendono il primo percorso di studi.
In: anche loro non capiscono perché non possono aiutarmi, se ne dispiacciono ma sai cara, Frau Bruno, quel paragrafo n… dice che no, non c’è versi. Se vuoi fuori c’è il tram, ecco, attaccati. Come se ci fosse qualche nesso europeo tra le due cose.

Alimentazione

In: fare la spesa è economico. (??)
Out: ingrasso di più mangiando insalate e zuppe a Berlino, che 57 pandori, piatti di pasta e quant’altro in Italia. Come mai? La qualità italiana è unica. Ecco la mia Gesetz. 😀  W la COOP!!

In: Berlino definisce in, città cool, giovane, dinamica e frizzante.

Out: la realtà è che i sorrisi sono pochi. Entri nei negozi, in, e le commesse non ti considerano. Prendi la U-Bahn, la metro, ed ognuno se ne sta nel suo pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi. Che più la morte del poeta dei Modena City Ramblers, mi pare gli sia morto il gatto. O forse il furetto, che fa più Hipster, in.
In:
i mezzi. Puntuali e sempre attivi. Se non va la metro, c’è il bus. Di notte, festivi e feriali. Una gioia. In!!

Zitty

In: la rivista tedesca Zitty mette in copertina la serie su Rocco Schiavone, con tanto di foto del bel Marco Giallini, per pubblicizzare il fatto che questa sarà trasmessa su un canale locale.
Out: un grande bestemmione, che non si capisce nemmeno da dove lo abbiano tirato fuori.
Non metto foto, perché sono credente e non mi è piaciuto questo “errore” giornalistico,  ma se volete lo trovate qui

Lavoro

In: rispetto del lavoro, precisione negli orari e puntuali nei pagamenti. Like a dream!! In!!
Out: mi riferivo ai tedeschi. 1 a 0 per loro. Out coloro che aprono imprese, ristoranti e simili, qua e si rifanno alle (non) regole di casa nostra.

Bambini

In: investono sull’educazione. Scuole primarie, secondarie, asili e centri giovanili. Centri per giovani rifugiati e per in-tegrarli al meglio nella comunità. Professori e Educatori stimolati e sussidiati per la formazione e l’aggiornamento.
In: fanno figli senza problemi. Anche le coppie giovani, perché sono realmente e proficuamente aiutati –> Kindergeld http:/https://www.lamiavitainvaligia.org/kindergeld-ed-elterngeld-cosa-sono-e-come-ottenerli/

Donne

In: parità effettiva e reale dei ruoli uomo-donna. Per stare a casa con i bambini piccoli, c’è l’Elternzeit, tempo per i genitori, che è in più alla Maternità, e che quindi riguarda anche il padre. In!

In: perché oggi, 24 gennaio 2019, è stato dichiarato giorno festivo l’8 marzo. Berl-in!

Io

Out: perché tra una settimana sono più vecchierella di un anno. E questa città, per me dinamica, fresca (soprattutto a -6°C) e stimolante, mi fa sentire ancora tanto giovane 🙂

 

Autore del Post

Ilaria Bruno

Ilaria classe '91. Da 5 anni vive, e sopravvive, a Berlino. Aspirante avvocatessa lascia la - allora ancora molto lontana - carriera, per intraprendere la strada dell'emigrata. Studia il tedesco, pagando corsi, affitto e birrini, facendo cameriera, barista e baby sitter. Arrivata alla fine dei corsi, ottiene un certificato di lingua e si pone la fatidica domanda, cosa faccio ora? Cosa voglio fare da grande? Decidendo di rimanere in Germania riprende la carriera, a 25 anni da studentessa, questa volta "buttandosi" nel sociale. Ad oggi è all'ultimo anno per diventare educatrice e forse chissà rimanere o tornare in patria.

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