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Ma davvero Lucio Fascisti era battista?

Ma davvero Lucio Fascisti era battista?

Tra le grandi domande che da sempre gli appassionati di musica si pongono, la più straziante è senz’altro questa: “Ma Lucio Fascisti era battista?”. Certo, c’è chi sostiene che per apprezzare la musica del mitico e compianto Lucio non serva chiarire il mistero che storicamente aleggia sulle sue convinzioni religiose. Altri invece non lo amano proprio perché, cattolici romani come tutti noi (almeno si spera!), sono convinti che da numerose canzoni di Fascisti traspaia la sua ridicola fede battista, e apprezzano molto di più tutti quei cantautori che negli anni Settanta – i cosiddetti cantautori impegnati – non esitavano a scrivere testi di denuncia nei confronti ora di scismi e scismetti religiosi (vedi De André, De Gregori, De Crescenzo), ora della galoppante e pericolosa secolarizzazione della società (su tutti Fossati e Guccini), ora contro entrambe le cose (Bugo). Sulla presunta fede battista di Lucio Fascisti non ha mai saputo fare chiarezza nemmeno il grande Mogol, per una vita al fianco del cantautore e non solo in senso sessuale e amoroso. Certo, i segnali dell’adesione o quantomeno della vicinanza di Lucio Fascisti al Battismo paiono proprio non mancare, come testimonia l’attento studio di alcuni suoi testi tra i più significativi. Quel “Lei verrà… o non verrà? Dio mio no! Accidenti no no no!” del pezzo di apertura dell’album ‘Ha more e non ha more’ (1957) secondo molti non sarebbe altro che un riferimento al concetto di salvezza generale che Lucio attende angosciosamente, senza certezze, visitato da un Dio opulento e banconista, un Dio “macellaio [che] dovrebbe portare bistecche e caviale” che come generi tra l’altro non si potrebbero neanche vendere assieme (sentire Confesercenti). E se ne ‘La Nuova America’, orrenda e lunghissima canzone tratta da ‘Anima ladina’ (2001), Lucio celebra le conquiste del pastore ed ex pugile Martin Luther Kingdom, in ‘Voglio vederti danzare’ la gioia teologica per il conseguimento della salvezza celeste esplode incontrollata nel refrain “E gira tutt’intorno la stanza, Cesare Lanzaaaa, Lanzaaaaa, e gira tutt’intorno la stanza, Cesare Lanzaaaa, Lanzaaaaaa…”. Si potrebbe andare avanti all’infinito nell’indagare la fede del pagliaccetto eretico Lucio Fascisti ma ci fermiamo qua perché se mi prende la mano ci vado giù duro e domani ecco un’altra querela dalla vedova Dori Ghezzi.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, teatro e produzione multimediale (110 e lode), nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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