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Recensione “Il Bambino” Sebastian Fitzek

Recensione “Il Bambino” Sebastian Fitzek

Ciao a tutti e Benvenuti nel mio primo articolo dell’anno 2019. E come si dice spesso “anno nuovo, vita nuova” oggi parlerò di un genere che non è mio solito leggere.

IL BAMBINO 

di Sebastian Fitzek

 

Editore: Elliot edizioni

Pagine: 319

Prezzo: 9.90 €

“Robert Stern all’apparenza è un uomo felice. E’ un avvocato di successo, ha una villa lussuosa a Berlino e una vita di cui è l’unico padrone. Eppure tutto questo nasconde a malapena un tremendo segreto che riguarda il suo passato e continua a tormentarlo: la morte del suo unico figlio a pochi giorni dalla nascita. E adesso che Stern ha acconsentito a un insolito incontro notturno appena fuori città con un’infermiera, Carina, con la quale ha avuto una breve relazione, il suo passato si ripresenta inaspettato nelle vesti di un bambino di dieci anni, Simon Sachs, che ha bisogno del suo aiuto. Infatti il bambino, un malato terminale seguito dai servizi sociali, è convinto di essere stato un assassino nella sua precedente vita. Simon, in seguito a una sessione di regressione presso uno psichiatra, è perseguitato da terribili incubi che sembrano diventare reali e che sono collegati a sparizioni misteriose rimaste irrisolte. Quando Stern e Carina, guidati dal piccolo, scoprono dei resti umani nello scantinato di una fabbrica dismessa, capiscono però che non si tratta solo di una fantasia macabra originata da un serio disturbo psicologico…”

Come è possibile che un bambino di dieci anni abbia commesso degli omicidi nella sua vita precedente?

Come già scritto in precedenza, è un libro che si discosta molto dal genere che, di solito leggo, quindi, perdonatemi se non riuscirò ad essere precisa nella recensione. Già la trama svela molti elementi del romanzo ed è ben scritta, proprio per questo mi ha rapita sin dalla prima pagina. Questa, che può sembrare inizialmente troppo fantasiosa e magari difficile da accettare, si rivela invece ben pensata e realistica, perché man mano che si procede nella lettura, ci si rende conto che tutto ha una spiegazione logica.

Questo psycothriller è davvero ben fatto.

I personaggi, Robert, Carina e Simon sono completi, con molte sfaccettature; vorrei precisare però, quanto l’autore sia riuscito a dare (secondo me) un carattere molto dolce a Simon, il tutto però con estrema delicatezza, un poco alla volta, ma alla fine il tutto mi ha commosso in modo particolare. Il libro si intreccia tra un susseguirsi di ricatti e avvincenti colpi di scena, soprattutto sul finale, dove il lettore si era immaginato una certa fine e invece tutto si sconvolge.

Mi rendo conto che questa recensione è molto breve e poco esplicativa, ma purtroppo se continuo a dare informazioni sulla storia rischierei di fare del serio spoiler ( e sappiamo molto bene che lo spoiler è reato qui).

Perciò non posso fare altro che consigliarvi di leggerlo perché non è tempo sprecato.

 

Buona Lettura!

 

 

Autore del Post

Rachele Bini

Rachele, 25 anni, Una, Nessuna, centomila. Studentessa lavoratrice con l’hobby di leggere, dalle scritte sui muri ai grandi classici della letteratura.

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