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Vincent Van Gogh… e come tutto ebbe inizio

13 Dicembre 2018 Frammenti d'arte
Vincent Van Gogh… e come tutto ebbe inizio

 

Vincent Van Gogh… e come tutto ebbe inizio

 

Con questo titolo vorrei iniziare la mia avventura di blogger su WiP Radio e, per presentarmi, non ho scelto un artista a caso bensì il mio preferito in assoluto… Vincent Van Gogh, colui che ha dato il via alla mia passione per la storia dell’arte e tutto ciò che vi ruota intorno.

Bene, mi chiamo Alice e tutto è iniziato ai tempi delle medie. Avevo circa dodici anni e mi trovavo spesso a seguire i miei genitori per questioni di lavoro. Un giorno mi ritrovai ad attenderli nella sala d’aspetto di un qualche ufficio, non ricordo quale in particolare ma ricordo che, seduta sulla mia poltroncina, iniziai a guardarmi intorno per ingannare l’attesa fino a quando la mia attenzione venne catturata da un enorme poster che occupava un’intera parete, erano “I Girasoli” di Van Gogh. Rimasi rapita da quei colori così allegri e vivaci senza immaginare minimamente cosa nascondessero quelle pennellate e soprattutto chi ci fosse dietro a quel dipinto così bello. Iniziai a collezionare piccoli quadretti e riproduzioni di questa opera e a tappezzarci la mia camera, impaziente di poterne sapere di più su questo artista durante le ore di storia dell’arte a scuola. Purtroppo ben presto venni a conoscenza della triste storia di Van Gogh, un uomo affetto da profondi disturbi mentali che rincorse la felicità per tutta la sua breve vita senza riuscire mai a trovarla, se non in qualche raro momento.

In questo mio primo post mi piacerebbe focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali della sua esistenza perché, come avviene di frequente, i fatti della vita di un artista sono spesso ciò che influenzano tutta la sua arte e di conseguenza le sue opere.

Vincent Van Gogh, pittore olandese, nasce nel 1853 ed è il primo di sei figli. Suo padre, un pastore protestante, sarà una figura importante nella vita di Vincent e con lui avrà diversi duri scontri fino a quando, nel 1885, non avverrà l’improvvisa morte del genitore. Il giovane Van Gogh, a causa dello scarso rendimento scolastico, si troverà ben presto a dover esercitare una professione, iniziando presso una casa d’arte che si occupa di stampe. Purtroppo l’artista in quel periodo riceverà una delusione d’amore che lo farà cadere in una profonda crisi depressiva portandolo a trascurare notevolmente il lavoro, tanto da costringere i suoi superiori a congedarlo.

A questo punto Van Gogh inizia a passare di lavoro in lavoro fin quando, dopo essere stato respinto dalla facoltà di Teologia, si ritroverà in Belgio, precisamente nel Borinage, ad insegnare la Bibbia e ad aiutare persone bisognose, privandosi spesso dei suoi stessi beni. Tale condizione di povertà lo influenzerà molto e ciò è testimoniato in diverse sue opere dove sono ritratti contadini e scene di lavoro. In questi quadri i colori vivaci utilizzati solitamente per i suoi dipinti sono sostituiti da toni più cupi che richiamano i colori della terra. Vorrei riportare una delle mie preferite, “I mangiatori di patate” :

Secondo me una giovane contadina, con la gonna e la giacchetta blu impolverata e rattoppata che prende le più delicate sfumature dal clima, dal vento e dal sole, è più bella di una signora. Ma se indossa un vestito da signora, in realtà se ne estrania”

 

In seguito ad un matrimonio fallito con una prostituta incinta che portò Van Gogh a perdere i suoi guadagni e, dopo essere tornato a casa dei genitori dove poco dopo il padre morirà, l’artista decide di raggiungere il fratello Théo in Francia. Il rapporto con il fratello è fondamentale e profondo per Vincent e con lui manterrà per tutta la vita una corrispondenza epistolare.

In Francia trascorrerà uno dei pochi momenti veramente felici della sua esistenza e qui entrerà in contatto con molti altri pittori, in particolare con Paul Gauguin. Tuttavia il momento più produttivo della sua carriera lo raggiungerà nel momento in cui si trasferirà ad Arles, arrivando a realizzare oltre duecento quadri tra i quali “Terrazza del Caffè la Sera”, “Notte Stellata sul Rodano” ed i miei amati Girasoli, per i quali l’artista terrà presente il loro significato simbolico legato al divino, al sole e alla luce. 

 

Nell’autunno del 1888, Gauguin raggiunge Van Gogh ad Arles dove egli vorrebbe costruire una comunità per artisti. Gauguin rimane però deluso dal posto reputando inoltre Vincent incapace di gestire le cose. Nel periodo in cui Gauguin si trattiene ad Arles, pur essendoci una collaborazione fruttuosa tra i due artisti, ci saranno anche svariate discussioni. In una lite in particolare Van Gogh cerca di colpire Gauguin con un rasoio. Quest’ultimo, spaventato, andrà a dormire in un albergo ma quella stessa notte Van Gogh si taglierà un pezzo dell’orecchio sinistro per poi portarlo ad una prostituta loro amica. Questo porterà all’imminente partenza di Gauguin mentre Vincent, già autore di molteplici autoritratti, inizierà a dipingere ulteriori varianti di questa tipologia di quadro dove è però possibile notare una fasciatura intorno all’orecchio.

 

  “Autoritratto”

Nel maggio del 1889, Van Gogh decide volontariamente di ricoverarsi in un ospedale psichiatrico dove continua a dipingere ininterrottamente e a scambiarsi lettere col fratello. Una delle sue opere a mio avviso più belle, “La Notte Stellata”, riesce ad esprimere, attraverso le vorticose pennellate utilizzate per rappresentare le stelle e gli altri elementi che compongono il quadro, la profonda sensazione di angoscia, disagio e tormento che Vincent prova dentro di sé.

 

 “La Notte Stellata”

 

Così come aveva volontariamente deciso di ricoverarsi, Van Gogh deciderà in seguito di lasciare l’ospedale per raggiungere nuovamente il fratello a Parigi. E’ qui che conoscerà il Dottor Gachet, amico di Théo e a sua volta pittore e disegnatore. Nonostante l’iniziale rapporto idilliaco, avrà anche con il dottore una lite che lo porterà purtroppo ad una ennesima ricaduta.

 

 “Il Dottor Gachet”

 

Una delle ultime opere che Van Gogh dipinge è “Campo di grano con volo di corvi”. Questo quadro mi ha sempre suscitato una strana sensazione in quanto è stato uno degli ultimi che Vincent ha dipinto poco prima di suicidarsi. Non so quante interpretazioni esistono per questa opera ma a me ha sempre colpito la versione nella quale si afferma che il sentiero, presente in primo piano e che si interrompe così bruscamente, altro non rappresenta che la stessa vita dell’artista che ha già preso la decisione di porre fine alla sua esistenza.

 

“Campo di Grano con Volo di Corvi”

 

Il 27 luglio 1890 Van Gogh, temendo probabilmente l’arrivo dell’ennesima crisi, si spara un colpo di pistola ferendosi al petto. Tornerà alla locanda dove abita e qui il padrone della struttura avvertirà il dottor Gachet, il quale farà subito arrivare Théo da Parigi. I tentativi di salvarlo non serviranno, Vincent morirà il giorno seguente.

Al suo funerale saranno presenti gli amici di Parigi che addobberanno la sua camera con fiori e con i suoi stessi quadri. Purtroppo anche il fratello Théo, a sua volta affetto da una grave malattia nervosa, si aggraverà e morirà a distanza di alcuni mesi. Le sue spoglie verranno messe accanto a quelle di Vincent.

Mi è capitato di vedere un paio di mostre di Van Gogh e dire che ne sono rimasta affascinata è riduttivo. Di recente invece è stato realizzato una sorta di film/documentario dal titolo “Tra il grano e il cielo” diretto da Giovanni Piscaglia che consiglio di vedere se siete, come me, appassionati di tale artista; tra un quadro e l’altro viene raccontata la storia di Vincent dove le lettere scritte al fratello fanno da filo guida al racconto

https://www.mymovies.it/film/2017/van-gogh-tra-il-grano-e-il-cielo/

Concludo questo post confessandovi che uno dei miei più grandi desideri sarebbe quello di visitare il Van Gogh Museum ad Amsterdam e ovviamente conto prima o poi di realizzarlo!

 

Autore del Post

Alice Antoni

Alice ama leggere e adora gli animali, in particolare i conigli. È da sempre appassionata di arte e di riciclo creativo.

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