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Pezzo in cui, seppur brevemente, si parla anche di Luana Ravegnini

Pezzo in cui, seppur brevemente, si parla anche di Luana Ravegnini

Quando Alberto Angela parla di Roma ho sempre il magone perché lo so che a un certo punto purtroppo arriva Luca Ward e dice quelle due balle là del Gladiatore. Un po’ come quando a ‘Scommettiamo che’ (Rai 1) o ai ‘Cervelloni’ (sempre Rai 1) si parlava di musica napoletana: era scontato che prima o poi spuntava Tullio De Piscopo a dare noia alla gente del pubblico percuotendola con le bacchette e urlando “Vieni vieni con me eh oh (aregai aregai aregai oh-oh)”. Sempre a tema incursioni è bene ricordare quando il patron Maurizio Costanzo, nel corso della sigla di apertura di ‘Buona domenica’ (Canale 5), si infiltrava tra gli orchestrali del M° Morselli, tirava fuori il sassofono dal taschino della camicia Dino Erre e si metteva a suonare con passione, contrappuntando la canzone “Mamma, ma chissà in quanti t’han sognato beato lui che t’ha sgrugnato beato il mio papààààààààààààààààà”, grande classico dell’ouverture. La puntata durava tutto il giorno e io la guardavo con i miei nonni. Se fossero vivi sarebbero contenti di leggere questo contributo, se fossero morti anche, penso. Di ‘Buona domenica’ mi piacevano tutti i dibattiti, gli approfondimenti e gli intermezzi leggeri. Unica cosa che mi dava fastidio era il difficilissimo gioco in cui gli ospiti vip, a coppie, con le mani legate, dovevano mangiare delle mele sospese nel vuoto, delle mele verdi croccanti e imprendibili. Ecco quel gioco mi faceva schifo perché si teneva all’incirca mentre facevo merenda, di solito con dell’ottimo pecorino appena sfornato dalla mia nonnina, e non era certo una bellezza gustare uno spuntino mentre sullo schermo scorrevano fiumi di saliva di Paola Perego, Lucio Dalla, Miguel Bosè, Lorenza Mario e altri concorrenti d’eccezione che disperatamente cercavano di scalfire i frutti a boccate. Tutto quel marciume bavoso che restava a terra verso le sette e un quarto, dopo un par d’ore di gioco delle mele, lo facevano pulire a Claudio Lippi, perché all’epoca era malato e comprensibilmente si tende ad approfittarsi di chi sta male. Poi per fortuna Claudio si riprese ma ormai Luana Ravegnini aveva preso il volo: ci sta. In ogni caso, dopo lo scempio delle mele, ‘Buona domenica’ andava avanti altre due orette timonata alla grande dal nostro compaesano viareggino Marco Columbro che, finita la puntata, correva a fare l’amore con Elena Sofia Ricci nella sala insegnanti di ‘Caro maestro’. Concludendo: in quegli anni ‘Buona domenica’ surclassava la concorrenza, cioè ‘Domenica In’ e in generale il centrosinistra, e questo per merito del summenzionato e troppo spesso sottovalutato Maurizio Costanzo. Per questo Paese ha fatto più Costanzo in dieci anni che De Gasperi in due mesi e mezzo.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, teatro e produzione multimediale (110 e lode), nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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