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Dispiace per Cucchi ma se posava l’estintore non si faceva male nessuno

Dispiace per Cucchi ma se posava l’estintore non si faceva male nessuno

Dispiace per Cucchi ma se posava l’estintore non si faceva male nessuno

Leggiamo in questi giorni sui principali organi di stampa della proposta di intitolare una via, una piazza, uno slargo o una pizzeria a Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto nel modo terribile che tutti sappiamo, ebbene non me ne voglia la famiglia di Stefano, dalla sorella Ilaria al padre Max Tortora, ma appendere una targa con il nome dello sfortunato geometra mi pare davvero eccessivo, con tutto rispetto per la sua tragica fine, tragica ma evitabile, vivaddio, perché ricordiamoci che se invece di fare tanto il matto avesse poggiato un attimino quell’estintore non gli sarebbe capitato niente, sarebbe rientrato tranquillo a casa per vedere Novantesimo minuto (era domenica) e probabilmente oggi sarebbe ancora tra noi, e già, perché per quanto giovane, inesperto, nervoso e del tutto privo di esperienza internazionale, il brigadiere Caprarica non avrebbe fatto fuoco se lo scalmanato Stefano avesse messo giù l’estintore di prima, l’estintore magari non revisionato di quel maledetto giorno di luglio, nell’infuocata Ferrara del G7 che sul corpicino esanime del 18enne Stefano vide accanirsi tre poliziotti, tre servitori dello Stato, che poi intercettati al telefono ridacchiavano dicendosi cose come “l’hanno allevato come un maialino” e in sede processuale, difesi dall’avvocato Giuliano Spazzali, hanno assicurato che il maiale come dicono recenti studi è un animale intelligentissimo quindi non volevano assolutissimamente offendere, e pam!, tutti assolti, ma io poi dico caro geometra Cucchi tanti sacrifici per farti studiare all’Università, facoltà di geometria, e tu quasi per dispetto invece di fare una solida tesi compilativa prendi e te ne vai a fare una tesi sperimentale pericolosa in Egitto, ti confronti coi sindacalisti e gli ambulanti nemmeno fossi la Confesercenti (delegato provinciale), e poi va a finire che muori, non torni, non ti laurei e nemmeno a dirlo siamo all’ennesimo dispiacere dato in famiglia. Io ad esempio la tesi l’ho fatta su Pascoli (confronto tra il libro e il film), poi per carità sono gusti.

Autore del Post

Niccolò Re

Niccolò Re nasce a Sarzana (Sp), dove attualmente vive, il 21 maggio 1986. Maturità scientifica, Laurea in Cinema, teatro e produzione multimediale (110 e lode), nel 2012, un po' per caso, intraprende il mestiere di giornalista, che svolge tutt'ora presso la testata online Città della Spezia. Tra i suoi hobby il calcio, la musica, la storia, l'antropologia. Ama gli animali e ha un bellissimo e simpatico cane di nome Camillo. Dal 2016 convive con l'economista Irene Tinagli.

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