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Pensavo fosse una Ferrari in realtà era solo una Citroen C1!

Pensavo fosse una Ferrari in realtà era solo una Citroen C1!

Mi sveglio di soprassalto, mi sembra di aver dormito dodici ore, do un’occhiata veloce alla sveglia, sono le sette ed il mio orologio biologico questa volta ha fatto cilecca: sono in ritardo di un quarto d’ora sulla tabella di marcia. Mi capita di rado di alzarmi in ritardo, amo essere puntuale e oramai mi sveglio da sempre tutti i santissimi giorni, sabati e domeniche comprese, alla stessa buonissima ora, ovvero alle 6.45, ma oggi no, oggi è uno di quei giorni che iniziano male e so già che quei “fottutissimi” quindici minuti mi mancheranno e mi faranno dannare!

Mi restano solo venti minuti da poter sfruttare al meglio ed allora via, più veloce di sempre mi dirigo in bagno dove mi lavo come i gatti, mi trucco velocemente, do una spazzolata rapida ai capelli e mi dirigo in salotto dove ho seminato i miei vestiti che fortunatamente ho già preparato la sera prima e senza far rumore mi vesto sperando di non mettermi niente al contrario! Finalmente esco di casa conscia del fatto che se gli operai al lavoro vedendomi arrivare rideranno saprò il perché!

Alzo lo sguardo al cielo e in modo poco elegante esclamo: “cazzo”, questa proprio non ci voleva, ci mancava la pioggia stamani! Decido di non prendere l’ombrello tanto l’auto è parcheggiata di fronte casa e due schizzi non mi sciuperanno di certo i capelli che stamani sono già a la “Cocciante” maniera!

Apro di volata lo sportello, lancio il computer e la mia borsa sul sedile di dietro, salgo sulla C1 e parto dirigendomi verso la statale 206 direzione Grosseto.

Pigio sull’acceleratore ed inizio il mio circuito mattutino,

fatto di panorami incantevoli! Mi rendo conto che sto correndo un po’ troppo ma la strada è libera, il traffico è nel senso di marcia opposto, non piove moltissimo, c’è giusto quella pioggerellina fastidiosa che fa perdere del tempo prezioso. Guardo l’orologio sul cruscotto dell’auto, sono decisamente in ritardo ed alle 09.00 in punto ho la riunione sulla sicurezza. Penso che se continuo ad andare così piano non arriverò mai in tempo ed allora decido di darmi una mossa; supero Crocino e dopo una serie di curve e di rettilinei arrivo al famoso uovo, lo supero, lo lascio sulla mia destra,

ma subito dopo c’è una bella discesa, prendo velocità e perdo il controllo dell’auto finendo nel fosso al lato opposto della strada!

Mentre sono sempre tra la discesa ed il fosso inizio a pregare come una disperata, invoco tutti i santi del paradiso, prometto che se mi salverò farò “dormire” il piede sull’acceleratore: in un attimo vedo proiettarsi tutta la mia vita, come in un film, sul vetro della C1! L’auto si gira un paio di volte su sé stessa senza capovolgersi e finalmente si ferma: grazie a Dio sono salva. Scendo dall’auto con le gambe che mi fanno “Giacomo Giacomo” da quanto tremano, ho il fango ovunque ma a parte la grande paura sto bene! Chiamo solamente il mio superiore per avvisarlo dell’accaduto che, dopo essersi assicurato del mio stato di salute, mi rimprovera ben bene perché più di una volta mi ha detto che in auto vado troppo veloce!

Ecco…..forse pensavo di avere una Ferrari ma in realtà avevo solamente una banalissima Citroen che con la pioggia e le gomme lisce non ha tenuto la strada.

Cosa ho imparato da quest’esperienza? Che sono stata molto fortunata, anzi, fortunatissima, che la mia incoscienza avrebbe potuto causare danni, feriti o addirittura morti se avessi trovato un’auto nell’altra carreggiata e che anch’io avrei potuto avere delle conseguenze non banali! La verità, tutta la verità? Con la pioggia adesso vado veramente quasi a passo d’uomo, devo essere rimasta scottata ma quando non piove continuo a fare la deficiente, con moderazione però, multe per eccesso di velocità non ne ho più prese: mi sono bastate quelle che ho collezionato in Germania dove nei centri abitati c’è l’obbligo, corretto, di andare a 30 chilometri orari!

Quante volte sopravalutiamo noi stessi e senza rendercene conto spingiamo a tutto gas anche il nostro corpo che spesso poi affaticato ci chiede il conto! Il fisico però, grazie al cielo, riesce sempre a dare dei segnali di stanchezza, degli allarmi e prima o poi ci rendiamo conto che con l’età non abbiamo più a disposizione una “Ferrari” e che il nostro corpo non può rispondere come quello di un ventenne!

Più complesso invece è il circuito che abbiamo nel nostro cervello e degli studiosi giapponesi hanno scoperto che un malfunzionamento di questo circuito può far nascere stati d’ansia che possono generare in fobie o in disordini come il disturbo post-traumatico da stress.

Non credo servano i ricercatori giapponesi per affermare che noi esseri umani anche con la testa andiamo troppo veloci, nelle nostre menti corrono troppi pensieri, troppe nozioni, troppi sentimenti ed emozioni tant’è che spesso sono talmente tanti e confusi tutti insieme da non riuscire a trovare ognuno la propria giusta collocazione.

Anche in questo mio scritto mi sono dilungata nuovamente moltissimo e concludo dicendo che forse, a volte, è il caso di fermarci a riflettere un attimo e non dimentichiamoci MAI che con la calma e senza correre ogni cosa si gusta di più: il paesaggio guidando, il cibo mangiando, far l’amore ridendo e tante, tante, tantissime altre cose che meritano di essere assaporate se non addirittura centellinate come se fossero le ultime sulla faccia della terra!

Quanto sei bella vita mia,

come un circuito pieno di curve,

di salite,

di discese,

di aspri promontori e di infinite pianure,

scappi veloce quando vorrei tu scorressi lenta,

vai adagio quando vorrei tu fossi rapida,

quanto sei bella vita mia,

sia di giorno che di notte,

con la luce o con il buio,

con il sole,

con le nuvole,

con la pioggia,

con la tempesta e gli uragani,

quanto sei bella vita mia,

sempre diversa,

affascinante,

curiosa,

passionale,

mai banale,

anche con uno straccio addosso,

un filo di trucco,

ed il rossetto leggero sulle labbra

quanto sei bella vita mia…..

Autore del Post

Paola Giustiniani

Nata a Pisa, dove risiede, il 5.3.70. Studia a Tübingen in Germania e si laurea in lingua tedesca presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Pisa. Lavora presso la Knauf dal 2001, multinazionale leader nel settore dell'edilizia, in qualità di Assistente di direzione di stabilimento. Per WiP Radio scrive il blog Emozioni e non solo... giustappunto.

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