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THE NIGHT BEFORE (Lennon – Mc Cartney)

THE NIGHT BEFORE

(Lennon – McCartney)

McCartney: voce, basso, chitarra solista • Lennon: cori, piano elettrico •
Harrison: cori, chitarra ritmica, chitarra solista • Starr: batteria, maracas (?)
Registrazione 17 febbraio 1965
Produttore George Martin • Fonico Norman Smith
28 settembre 1965 (LP Aiuto!)

The Night Before è da attribuire al solo McCartney: su questo Paul e John concordano senza questioni e senza distinguo.
Lennon: “Una buona canzone, di Paul”. McCartney: “Direi che è essenzialmente mia, non penso che John ci abbia avuto a che fare”.
La datazione della composizione, probabilmente avvenuta a casa Asher, al 57 di Wimpole Street, dovrebbe collocarsi all’incirca nel periodo compreso tra la fine delle repliche dell’“Another Christmas Show” (16 gennaio) e la partenza per la vacanza in Tunisia di McCartney con Jane (4 febbraio).Le prime cinque ore della terza seduta di registrazione del 1965 – le prime due si erano tenute il 15 e il 16 febbraio – furono dedicate alla registrazione di The Night Before. Iniziando alle 14, i Beatles lavorarono sulla base ritmica della canzone e tennero buona la seconda take (Ringo alla batteria, Paul al basso, George alla chitarra ritmica e John al piano elettrico Hohner Pianet) per le numerose sovraincisioni.
Alla take vennero aggiunte la voce solista di Paul (due volte), le voci di John e George e una percussione di Ringo (maracas?); mancava un solo di chitarra, che fu suonato da Harrison e McCartney.
Lennon (1965): “George e Paul suonano la stessa frase, ma in ottave diverse”.
The Night Before fu inclusa nel film Help!, in una delle sequenze girate ai primi di maggio a Salisbury Plain. Dick Lester: “Mi fu dato un nastro con nove o dieci canzoni e io ne scelsi sei, in maniera del tutto arbitraria. Ho poi piazzato le canzoni nel film dove mi pareva di poterle usare al meglio”.
La canzone fu eseguita una sola volta dal vivo dai Beatles: il 26 maggio 1965, giorno della registrazione di “The Beatles (Invite You To Take A Ticket To Ride)”, il loro ultimo spettacolo radiofonico per la BBC, trasmesso il 6 o il 7 giugno 1965.

Estratto da “Il libro bianco dei Beatles” di F. Zanetti – Ed. Giunti

Autore del Post

Ernesto Macchioni

Il mare in tempesta fu improvvisamente colpito ai fianchi da un milione di tonnellate di olio. Fu così che venne alla luce Ernesto Macchioni in un'inaspettata giornata d'estate in pieno novembre 1961. La finestra fu finalmente aperta, Ernesto si affacciò e venne invaso da un fiume di luce e salmastro. L'infanzia la passò a cercare di capire se era meglio saper giocare a pallone o ascoltare la musica. Scelse la seconda ipotesi, senza rendersi conto di quanto si sarebbe complicato la vita. Il mare lo guardava perplesso. Faceva le scuole medie quando imparò a suonare la chitarra. Divenne amico intimo di Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, cercando di scacciare l'inopportuna presenza di Claudio Baglioni. Erano amici fidati, a loro non importava se non sapevi giocare a calcio. Il mare scuoteva la testa. Alle superiori si illuse che il mondo era facile e cambiò religione diventando comunista. Bussarono alla porta di casa gli Inti-illimani e li fece entrare. (Battisti lo nascose nell'armadio). Claudio Lolli chiese "permesso" e lo fece accomodare. Pink Floyd e Genesis erano degli abitué ormai da tempo. La casa era piena di gente. Sua madre offriva da bere a tutti (ma non riuscì mai a capire cosa ci faceva quel ragazzo riccioluto rintanato fra i vestiti). Il mare aspettava. Venne l'ora provvisoria del buon senso e del "mettisufamiglia". La chitarra si era nel frattempo trasformata in un pianoforte. La casa era grande adesso e, oltre ai figli, poteva contenere anche vecchi giganti come Chet Baker e Miles Davis, lo zio Keith Jarrett e il nipotino Pat Metheny. La moglie offriva da bere a tutti, compreso Lucio Battisti che si era da tempo tolto la polvere dell'armadio di dosso. Qualcuno aveva infranto i sogni e il muro di Berlino, scoprendo che era fatto di carta come loro. Il mare si fece invadente e, stanco di aspettare, entrava anche in casa nei momenti più inopportuni. Era una folla. Quando Ernesto decise di far entrare anche Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gabriel Fauré la situazione cominciò a farsi insostenibile. Soprattutto quando il nostro protagonista scoprì che tutti, ma proprio tutti, compreso Francesco Guccini, sapevano giocare a pallone. Era un caos indefinibile vederli giocare fra le stanze, scoprire che De Gregori poteva benissimo entrare in sintonia con Giacomo Puccini e servirgli un assist da campionato del mondo preciso sulla testa. E tutto sotto lo sferzante vento di libeccio che infuriava in tutta la casa. Il mare si godeva le partite con un braccio sulla spalla di Ernesto, in totale stato confusionale. Quando in casa entrò Wolfang Amadeus Mozart la casa scoppiò. Ernesto lo trovarono sorridente fra le macerie. Lo videro togliersi i calcinacci dalle spalle, prendere un pallone e cominciare a palleggiare (un po' impacciato a dire il vero). Qualcuno giura di aver visto Lucio Battisti, con indosso una giacca di Ernesto, allontanarsi allegramente a braccetto con Giuseppe Verdi. Il mare, un po' invecchiato, respirava adagio sulla battigia.

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