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Donare: il sangue, un sorriso, l’anima….

Donare: il sangue, un sorriso, l’anima….

Dura poco più di un’ora, ma è sempre un’ora bellissima!

Arrivo trafelata al centro trasfusionale dell’ospedale, mi guardo intorno, ci saranno sì e no una decina di persone, seguo l’iter abituale: prendo il modulo, lo compilo ed aspetto il mio turno!

Il medico mi chiama, dà un’occhiata al foglio che ho compilato, si assicura della mia buona salute, mi prova la pressione e mi congeda; poi è la volta dell’infermiere che solo un attimo dopo mi chiama per la digipuntura: un buchetto sul dito e via, pronti per lo step successivo!

Finalmente mi sdraio, arriva un altro infermiere che guardandomi dritta negli occhi mi chiede se preferisco il braccio sinistro o il destro, rispondo che per me è indifferente, inizia a preparare quell’ago che sembra lunghissimo, enorme, ma che in realtà è un normalissimo ago, mi tasta la vena con il dito ed io allora capisco che è arrivato il fatidico momento e a quel punto non mi resta altro che voltarmi dall’altra parte fingendo interesse in tutto ciò che mi circonda!

Ho iniziato a donare il sangue trent’anni fa, allora la vista del sangue mi terrorizzava, mi angosciava, ma ho superato l’impasse iniziale grazie al mio grande desiderio di donare; ancora tutt’oggi mi volto dall’altra parte, ma ogni volta è un’emozione diversa, indescrivibile, il sapere di poter fare qualcosa di utile dona delle sensazioni davvero indicibili!

È bellissimo il significato della parola donare: si può donare il sangue ma si può donare anche un sorriso, ed è proprio così che fanno i volontari negli ospedali che praticano la clown terapia, detta anche terapia del sorriso, per alleviare lo stato d’ansia e la sofferenza specialmente nei bambini. È stata riscontrata l’importanza dell’umorismo in corsia che ha portato a effetti positivi nella vita dei piccoli pazienti.

Molto simile ai clown di corsia è Caterina Bellandi, detta Zia Caterina, la tassista fiorentina che dona la sua anima ai bambini effettuando corse gratuite con il suo taxi 25 per l’ospedale a favore dei familiari e dei bambini malati di tumore. Il Taxi 25 è diventato nel tempo un progetto amato dai fiorentini ed è cresciuto fino a diventare una Onlus.

Termino l’articolo con una riflessione: “Che vita sarebbe la nostra se si vivesse solo donando e se non esistesse il “Dio” denaro?”

Sarebbe forse una vita migliore di questa? Sarebbe una vita senza distinzione tra bene e male? Non lo so che vita sarebbe, so solo che mi sento di dire grazie a tutte quelle persone che “si donano” senza riserve per far star bene gli altri e mi auguro che in futuro ci siano sempre più donatori di cuore e sempre meno avari di sentimenti!

 

In quell’attimo

ti ho donato

l’infinito mare dei miei occhi,

i miei sorrisi più belli,

la musica dei miei pianti,

i miei silenzi pieni di te,

le urla del mio cuore,

l’arcobaleno della mia anima,

e tu che cosa hai fatto?

Hai aperto le tue braccia,

ci hai messo dentro tutto e

in quell’attimo

il mio amore era unito al tuo

in un tutt’uno indissolubile!

Sapevamo entrambi

che quello non era un attimo qualunque,

quello era il nostro attimo e sarebbe durato

tutto una vita!

Autore del Post

Paola Giustiniani

Nata a Pisa, dove risiede, il 5.3.70. Studia a Tübingen in Germania e si laurea in lingua tedesca presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Pisa. Lavora presso la Knauf dal 2001, multinazionale leader nel settore dell'edilizia, in qualità di Assistente di direzione di stabilimento. Per WiP Radio scrive il blog Emozioni e non solo... giustappunto.

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