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Il mondo che vorrei….

Il mondo che vorrei…

Ci mettiamo i primi abiti comodi che troviamo, un paio di sandali e decidiamo di fare una passeggiata in paese dove c’è una gelateria dove si può gustare un gelato artigianale davvero eccezionale. Nel tragitto non incontriamo nessuno, le prime persone che sentiamo sono un gruppo di anziani che seduti davanti ad un bar chiacchierano animatamente; ascolto incuriosita il loro brusio, sorrido mentre vedo quello che sembra il più anziano di tutti, forse un novantenne, che dice all’amico che deve trovarsi una badante, possibilmente polacca, giovane e molto bella! Passiamo davanti a questo gruppetto goliardico ed essendo due forestiere e pure bellocce veniamo scrutate con ammirazione ma in modo cortese e non volgare, proprio così come farebbe un gentil nonno. Giungiamo alla gelateria dove lei ordina una coppetta con un solo gusto, un miscuglio di cioccolata e crema, mentre io prendo un cono con il biscotto (gusto che ai miei tempi non esisteva, avrei preferito la malaga, ma in pochissimi lo producono oramai ahimè). Proprio lì accanto c’è una bellissima piazza con una fontana,

un ritrovo per bambini e ragazzi, ci sediamo su una panchina e ad un certo punto mi scruta e mi chiede: “Ma allora è nato?” La guardo con aria inebetita e le rispondo:” Scusa ma chi?!?” Nella mia testa ripenso ai nostri amici, alle mie colleghe giovani, ai nostri parenti, non ricordo nessuna donna incinta, molte delle mie amiche sono mie coetanee e non più in età da figli. Vede il punto interrogativo stampato sulla mia fronte ed allora ci riprova: “Mamma, ma allora è nato oppure no questo nuovo governo?” La lampadina finalmente mi si accende, la guardo e ridendo le dico: “Sì, è stato un parto alla fine piuttosto veloce, dai primi dolori, a quando si sono rotte le acque, alle doglie saranno passati sì e no tre giorni; è stato un parto gemellare, sono in 18, tredici maschi e cinque femmine, la mamma ed il papà stanno bene, noi meno!”

Mi chiedo come sia possibile che una dodicenne s’interessi di politica ed infatti stupita e preoccupata glielo chiedo pensando di aver messo al mondo una bambina molto strana, ma fortunatamente lei mi rassicura dicendomi che ne avevano parlato a scuola con la professoressa di storia solo pochissimi giorni fa. A seguito della sua curiosità di sapere dei fatti di questi giorni mi viene quasi spontaneo chiederle se le piace questo mondo e se questo è in realtà il suo mondo ideale. Sgrana gli occhi, quegli occhi ingenui di chi ha vissuto ancora poco, di chi vede, fortunatamente, ancora tutto rosa e mi risponde che sì, questo mondo lo ama, le piace, ha voglia di scoprirlo, ma vorrebbe un mondo dove tutti si dovrebbero voler bene,

un mondo senza ladri, senza lotte e senza morti e soprattutto un mondo senza politici, perché tanto sono solo capaci di fare false promesse! Passa un bambino che, salutandola, interrompe la nostra conversazione, lei non lo riconosce e non contraccambia il saluto tant’è che le chiedo il motivo e lei con aria di sufficienza mi risponde: “Ero accecata dalla luce del nulla che mi puntava sugli occhi e non l’ho riconosciuto!”Penso, penso, penso e mi auguro che non venga strana come me!

E il mondo che vorrei io invece come dovrebbe essere?

Innanzitutto un mondo senza disagi interiori, perché chi non si ama oltre a far male a sé stesso causa dolori e sofferenze anche agli altri e per poter cambiare questo mondo dobbiamo essere prima di tutto in grado di cambiare noi stessi!

Il mondo che vorrei dovrebbe avere moltissime braccia e mani che collaborano insieme!

Vorrei un mondo dove tutti lavorano e guadagnano in modo equo!

Vorrei un mondo dove si capisse veramente l’importanza dell’istruzione, dove lo studio prepari realmente ad entrare nel mondo del lavoro senza che ci sia una netta divisione tra l’uno e l’altro.

Vorrei un mondo dove già dal nido s’insegnasse il rispetto per il prossimo, la buona educazione, il senso civico, il gusto del bello e dell’arte!

Vorrei un mondo senza scritte, senza rifiuti, senza barboni ed ubriaconi!

Vorrei un mondo verde, colorato, sano, dove abbiamo voglia di emozionarci ancora, di stupirci e di trovare un linguaggio comune senza dover per forza parlare la stessa lingua!

Il mondo che vorrei?

Vorrei fossimo

come cavalli

liberi e di razza

che insieme corrono

nella stessa direzione!

Autore del Post

Paola Giustiniani

Nata a Pisa, dove risiede, il 5.3.70. Studia a Tübingen in Germania e si laurea in lingua tedesca presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Pisa. Lavora presso la Knauf dal 2001, multinazionale leader nel settore dell'edilizia, in qualità di Assistente di direzione di stabilimento. Per WiP Radio scrive il blog Emozioni e non solo... giustappunto.

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