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LA COMMEDIA DELL’ARTE

LA COMMEDIA DELL’ARTE

COMMEDIA DELL’ARTE

Uno dei generi di spettacolo inventati dagli italiani è la commedia dell’arte , la commedia delle maschere (Arlecchino, Pulcinella e compagnia recitando) , poi è venuta anche la sceneggiata napoletana con isso, issa e ‘o malamente. Eterne maschere dell’eterno italiano fatto di personaggi singoli, caratteristici e riconoscibili ad un primo sguardo, il resto comprimari che servono per dire “il pranzo è servito”.

Ecco in questi due mesi che ci separano dalle elezioni del 4 marzo abbiamo visto solo maschere , Gigino col completino blu stile prima comunione che dice “io”, il segretario non segretario di Scandicci che dice “io”, il ruspante della Lega che dice “io” e anche il vecchio marpione di Arcore che sono quasi venticinque anni che dice “io” e non si è ancora stancato.

Il resto ? Comprimari, buoni a riempire di dichiarazioni varie le pagine dei giornali che si occupano del vuoto politico e quindi qualcosa devono scrivere, anche il respiro del deputato di Nocera Inferiore.

E sullo sfondo come un geranio sul davanzale sta il povero Gentiloni, che è sempre li col suo governo per garantire una continuità. Mi è venuto anche un dubbio tremendo? Ci accorgeremmo di avere o non avere un governo ? Direi di no e forse se rimanesse Gentiloni non se ne accorgerebbe nessuno. Basterebbe solo innaffiarlo ogni tanto come un geranio triste di un davanzale triste che è l’Italia.

LO STIPENDIO SCOLASTICO.

In mezzo alle cronache di disastri scolastici (offese, bullismi, ecc.) che non commento per non accodarmi ai soliti benpensanti che non sanno neanche cosa è la scuola ma in questi casi invocano la pena di morte, i lavori forzati a vita e altre amenità, non accorgendosi che della scuola vengono date solo notizie cattive perchè “vendono” e soprattutto servono a giustificare , aldilà dei singoli episodi giustamente punibili, un’arietta di restaurazione, in cui tutti i gatti sono grigi.

E in questa arietta grigia colpisce la notizia che una scuola di Arezzo abbia deciso di monetizzare il buon rendimento scolastico degli alunni. Attenzione, non premi, riconoscimenti, che questi ci sono sempre stati e gratificano chi li riceve . No, proprio una sorta di “salario” che dovrebbe premiare i bravi e quindi monetizzare le valutazioni. Aldilà dei criteri di valutazione che spesso variano da corso a corso, da classe a classe (ma questi sono dati più tecnici , lasciamo stare) , ma è giusto trasformare la scuola in una sorta di impresa in cui si monetizzano le prestazioni ? E chi parte svantaggiato perchè a casa non ha un contesto che l’aiuta? E soprattutto quale messaggio viene dato ai ragazzi ? Purtroppo la scuola italiana , aldilà di “buone scuole” , dà sempre più un messaggio confuso , un messaggio in cui ci sono sempre più “sommersi” e sempre meno “salvati”.

LA NOTTE DEL LAVORO NARRATO.

Anche in questo 2018 si è svolta la Notte del Lavoro Narrato (fra il 30 aprile e il 1 maggio) , un’iniziativa online ma fatta di personaggi in carne ed ossa ed emozioni , ideata dal sociologo Vincenzo Moretti (https://lanottedellavoronarrato.org/) . Si tratta di storie diverse narrate online dai protagonisti delle stesse , che parlano di realtà diverse , ma tutte che narrano di lavoro come dignità, come realizzazione, come cultura, non semplice dato occupazionale che spesso nasconde precariato e sfruttamento. Ecco guardando i video e gli interventi della Notte mi sono detto: “Ecco il governo dell’Italia”, un ‘Italia fatta di lavoro che non è quella di “leopolde” e di “piattaforme rousseau”, un’Italia che esiste ed un Italia che vorrei. E’ questa la mia tribù.

Autore del Post

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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