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Trecce famose come simbolo di libertà

Trecce famose come simbolo di libertà

Trecce famose come simbolo di libertà

Le trecce mi hanno particolarmente affascinata da sempre, sin da piccola, quando restavo incollata al televisore a vedere Pippi Calzelunghe che, in compagnia del suo cavallo bianco a pois neri (razza Knabstrup), e della sua scimmietta, ne combinava di tutti i colori grazie ai suoi poteri ai limiti del paranormale!

 

Pippi con il suo musetto buffo, con i suoi capelli rossi, le lentiggini e quelle trecce sbarazzine ha sempre incantato migliaia e migliaia di bambini che l’hanno seguita nelle sue peripezie: chi di noi non si è mai immedesimato in quella bambina sfrontata e sorridente che apparentemente sembrava libera e felice di condurre una vita divertente sola e senza i genitori? Pippi rappresenta, senza alcun dubbio, una bambina del nord, infatti il romanzo di Pippi Calzelunghe è stato pubblicato nel 1945 dalla scrittrice svedese Astrid Lindgren: vi immaginereste mai una bambina italiana poco più che dodicenne che vive tutta sola soletta in una villa?!?Ma se noi italiani non siamo capaci neanche di lasciare soli e liberi i nostri figli piccoli neanche per andare a comprare un pacchetto di sigarette!

Dalle trecce di un personaggio fantastico alle trecce di una grande donna: Frida Kahlo, una donna che è passata alla storia per la sua caparbietà, per la sua voglia e capacità di imparare e rinascere dalle proprie sconfitte.

Chi è o meglio chi è stata Frida Kahlo? Preferisco usare il presente, non amo il passato, Frida è una pittrice messicana, nasce a Coyoacan, un sobborgo di Città del Messico nel 1907, affetta da spina bifida, erroneamente scambiata per poliomielite dai genitori fin dall’adolescenza, Frida mostra una personalità forte e passionale, oltre ad uno spirito indipendente e ad un singolare talento artistico. La sua disabilità è oggetto di scherno e di denigrazione e gli atti di bullismo non mancano. Ma sarà un incidente quando ha 18 anni a cambiarle completamente la vita: la colonna vertebrale si spezza in tre punti, si frattura il bacino, le costole, la gamba sinistra e sarà costretta a stare per lunghissimi periodi a letto ed è proprio così che nasce la sua arte, è così che Frida inizia a dipingere facendo della sua immobilità un’opportunità.

Grazie ad un cavalletto, dei colori ad olio ed uno specchio posto sul soffitto Frida inizia a dipingere autoritratti, dipinge se stessa, perché passa molto tempo da sola ed è il soggetto che conosce meglio. Frida incanta, abbaglia e stupisce anche per le sue trecce, che in questo dipinto ha intrecciato come a voler disegnare un infinito,

di lei si pensava che fosse una surrealista, ma in realtà non lo è mai stata, non dipingeva sogni, dipingeva la sua realtà. Del suo aspetto colpiscono subito le folte sopracciglia dalla forma particolare e inconsueta, sembra che abbiano la stessa libertà di cui gode la sua immaginazione.

In questo quadro sembra che la morte l’abbracci, sembra quasi che le sorrida, da un lato uno scheletro insanguinato dall’altro Frida con uno sguardo sognante, con i fiori in testa e le farfalle che le volano e danzano intorno. Bellissimo questo suo pensiero:” Non sono malata, sono rotta, ma sono felice, fintanto che potrò dipingere”. Ed ancora: “Ogni tic-tac è un secondo della vita che passa, fugge e non si ripete. E in essa c’è tanta intensità e interesse che il problema è solo saperla vivere”.

Ma Frida purtroppo morirà giovane, a soli 47 anni per embolia polmonare e queste sono le ultime sue parole scritte nel suo diario: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”. Frida è considerata una delle più grandi artiste messicane ed è diventata un’icona globale della moda tant’è che modelle come Cara Delevingne sono divenute famose proprio grazie alle sopracciglia folte e tendenti al naturale.

Frida Kahlo, una donna con una grandissima personalità, una donna libera, forte, una sperimentatrice e le sue opere, sia i suoi dipinti che le sue frasi, parlano di lei, dei suoi stati d’animo più intimi, dipinge e descrive con forti colori le sue paure, le sue inquietudini, l’amore, la sua vita: in tutta la sua arte è racchiusa la forza di una donna che non si è mai arresa!

E se pensiamo alle trecce non possiamo non pensare a due cult della musica italiana, due canzoni molto conosciute, una di Lucio Battisti:

Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi

Le tue calzette rosse

E l’innocenza sulle gote tue

E l’altra di Umberto Balsamo

Sciolgo le trecce e i cavalli

corrono

e le tue gambe eleganti

ballano

balla per me

balla balla

E poi ce ne sarebbero altre due a me care ma che non hanno niente a che vedere con il senso di libertà, una è la treccia di bufala campana e l’altra la cordula sarda, prelibatezza che i sardi preparano, ed ogni volta è come compiere un viaggio nella storia e nella cultura di questo popolo….e se si è liberi di gustare queste due squisitezze senza dover pensare alla linea è davvero una gran fortuna!

Termino questo mio articolo dicendo che bisognerebbe combattere sempre per la propria libertà, cercando di vivere con caparbietà come ha fatto Frida Kahlo, in modo spensierato come Pippicalzelunghe, senza troppe rinunce e se vogliamo uscire con le trecce anche a cinquant’anni freghiamocene di cosa può pensare la gente, viviamo sempre intensamente, “voliamo” alto senza “vegetare” MAI!

Soy libre de volar,

di vivere,

amare,

sognare,

pensare,

scrivere,

ridere,

piangere,

di urlare i miei silenzi,

di dipingere i miei sogni,

soy libre de volar

cada vez que decido

di non rinunciare a me stessa!

Autore del Post

Paola Giustiniani

Nata a Pisa, dove risiede, il 5.3.70. Studia a Tübingen in Germania e si laurea in lingua tedesca presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Pisa. Lavora presso la Knauf dal 2001, multinazionale leader nel settore dell'edilizia, in qualità di Assistente di direzione di stabilimento. Per WiP Radio scrive il blog Emozioni e non solo... giustappunto.

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