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Carlo: da Mollino a Bukowski passando per Araki

Carlo: da Mollino a Bukowski passando per Araki

Carlo: da Mollino a Bukowski passando per Araki

Vi siete chiesti perché ho accostato un torinese, uno statunitense ed un giapponese?Indubbiamente sono stata ispirata dal nome Carlo, nome che amo molto, dopo Carlo Mollino e Charkles Bukowski mi sarebbe piaciuto trovarne un terzo e la lista dei Carli illustri è infinita: avrei potuto scrivere di Carlo Levi, scrittore e pittore conosciuto soprattutto per il suo romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”, avrei potuto raccontarvi di qualche indiscrezione sul principe Carlo d’Inghilterra, ma da quando è mancata Lady D la sua vita è diventata di una noia mortale, oppure avrei potuto dirvi qualcosa di Carlo Giustiniani, mio padre, grandissimo uomo, con una grande personalità ma forse sarei finita con l’essere troppo sdolcinata e poco interessante!Torniamo a noi….cos’hanno in comune a parte il nome di battesimo “Carlo” Mollino e Bukowski? Sono due uomini molto anticonformisti, estrosi, irriverenti, audaci e soprattutto due grandissimi dongiovanni!

Tra Bukowski e Mollino forse avrei preferito conoscere il secondo, uomo consapevole del suo estro e della sua poliedricità, genio del design italiano del Novecento, artigiano, architetto, fotografo, pilota, scrittore, appassionato di montagne e di sci, ma anche e soprattutto di donne da essere addirittura definito da “Il Foglio” gran puttaniere!

In tutte le opere di Carlo Mollino traspare il suo amore per la velocità, per il movimento, ed i suoi arredi sono famosi per le sinuosità erotiche che evocano proprio perché ispirati al corpo femminile che Mollino amava tanto fotografare.

Bellissimi questi arredi dal design erotico dalle forme morbide, sinuose, curvilinee, magnifico risultato scaturito dai suoi numerosi viaggi in tutto il mondo: Stati Uniti, India, Grecia, Olanda, Romania e Giappone.

Carlo Mollino, uomo eclettico, amante delle donne, realizza più di 1300 scatti osé in formato polaroid che ritraggono donne nude provocanti e con sguardi languidi,

proprio come il fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, noto in tutto il mondo per i suoi scatti candidamente erotici, al contempo scioccanti e misteriosamente teneri proprio come in questa sua foto:

Carlo

Entrambe le foto non si possono definire oscene, il nudo di Mollino è senza dubbio più elegante, più sobrio e raffinato anche se la donna è completamente nuda mentre in quella di Nobuyoshi Araki si intravede solamente un seno e questa è una delle foto meno spinte di Araki tant’è che nel corso degli anni le sue audaci fotografie furono spesso oggetto di censura.

Ma se Bukowski fosse stato anche un fotografo come avrebbe ritratto una donna? Sicuramente sarebbe stata un’immagine molto forte, audace e provocatoria come è stata del resto tutta la sua vita.

In questa posa c’è tutto Bukowski, l’anticonformista per eccellenza, quell’artista geniale e maledetto che è stato associato al realismo sporco.

Charles Bukowski ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti, e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri, tutte le sue opere parlano della sua vita, di una vita caratterizzata da un rapporto morboso con l’alcol, di una vita fatta di frequenti esperienze sessuali descritte quasi sempre in maniera molto viva, veritiera e senza troppi eufemismi.

Bukowski si sposò due volte,

ed ebbe una figlia da una terza donna, tutte le altre le frequentò in maniera saltuaria, a volte erano donne rimorchiate nei bar, altre volte vere e proprie prostitute, tant’è che dell’amore diceva che non era altro che un incontro casuale e che la gente gli dava troppa importanza. Per questo motivo una buona “scopata” era tutt’altro che da disprezzare.

Molto bello invece questo suo pensiero sulle donne in queste sue frasi: “Il mondo sarebbe un mondo di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziala, coglione!”

Personaggio carismatico, eclettico, geniale e, come Mollino, anche molto introverso: “Passai in mezzo a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano”, ed ancora “Umanità mi stai sul cazzo da sempre, ecco il mio motto”, queste le sue parole.

Bukowski è un audace che però ha paura di vivere, la vita gli faceva semplicemente orrore, era terrorizzato all’idea di compiere quei gesti abituali come mangiare e dormire e così restava a letto a bere ed il mondo lo lasciava fuori, beveva perché non riusciva ad affrontare la vita da sobrio. Bukowski amava i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai, quelli persi, andati, spiritati, fottuti, quelli con l’anima in fiamme, Bukowski amava quelli come lui che sono montati sulla giostra della vita una sola volta senza scendere mai!

Bukowski, Mollino, Araki, tre personaggi singolari e talentuosi che hanno coltivato le loro passioni, a volte hanno creato delle opere bellissime, altre volte le loro creazioni sono state forse discutibili e ai confini con la volgarità, ma ci hanno sempre provato, ci hanno sempre creduto, si sono sempre messi in discussione, senza arrendersi mai, tanto di chapeau!

..e noi? Vogliamo montarci sulla giostra della nostra vita o vogliamo che la nostra vita venga vissuta da qualcun altro?

Vorrei essere

una giostraia

per regalare quell’attimo di sregolatezza

ai pessimisti,

ai malinconici,

ai nostalgici,

ai depressi,

ai lagnosi,

agli annoiati perenni e

agli “incazzati” con il mondo intero!

Il regalo più bello sarebbe…

vederli scendere

dalla giostra diversi,

convinti

di voler essere

finalmente felice!

Autore del Post

Paola Giustiniani

Nata a Pisa, dove risiede, il 5.3.70. Studia a Tübingen in Germania e si laurea in lingua tedesca presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Pisa. Lavora presso la Knauf dal 2001, multinazionale leader nel settore dell'edilizia, in qualità di Assistente di direzione di stabilimento. Ha iniziato la collaborazione con WiP Radio scrivendo il blog "Emozioni e non solo... giustappunto". Quest'anno ritorna proponendo una nuova rubrica, "Battiti di ciglia petalosi".

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