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RAZZA

RAZZACCIA 1.

Da non si sentiva un politico usare la parola “razza” non riferendosi a un cane, ma a dei “cristiani”. S tratta del candidato del centrodestra alla Regione Lombardia ,il leghista Fontana,che ha parlato di “razza bianca da difendere” di fronte all’”invasione “ degli immigrati, sicuramente scuri. Proprio così, il candidato a governare una delle regioni più popolate ed avanzate d’Europa che parla come un regredito esponente del Ku Klux Klan di paesello, con la mente ottusa da cheeseburgers e lattine di birra. Ovviamente dopo c’è stato tutto un arrampicarsi sugli specchi , un dire che persino nella Costituzione esisteva la parola razza, ma alla fine tutto si è accomodato. L’ineffabile candidato ha dichiarato che non si pente di nulla e che anzi avere parlato di razza gli ha fatto aumentare i consens nei sondaggi. Devono essere state queste sagge parole (anche se non credo ce ne fosse bisogno) a spingere la sindaca leghista di un Comune del Varesotto, una signora tutta Duce e famiglia, a dichiarare , senza un minimo di pudore , nella Giornata della Memoria che se di memoria si tratta ricordatevi di “andare a pijarlo in….”. La rara finezza della signora , fra laltro espressa con piglio romanesco di quella che fino a ieri veniva considerata “roma ladrona”, non solo dimostra quanto certi rappresentanti delle istituzioni rispettino il loro ruolo, ma quanto ormai un certo sentire sia passato nel cuore oscuto del paese, quel “fascismo eterno” senza camicia nera dal quale siamo in parte circondati. E che non si scandalizza più di certe cose. Ovvia, signora, non dica così.

RAZZACCIA 2.

A Macerata un tizio , già candidato leghista di scarsissimo successo alle comunali di un paese marchigiano, si sveglia una mattina, decide di avvolgersi in un tricolore , e armato di una pistola , decide di andare ad ammazzare i “negri” che trova per strada nella sua città della provincia italiana. Dopo avere evitato una strage per puro miracolo (“solo” sei feriti) , si fa catturare , di fronte al monumento ai caduti, avvolto nel tricolore e facendo il saluto romano. Un riassunto perfetto di “libro e moschetto, fascista perfetto”.

E’ ovvio come qualsiasi persona sana di mente abbia condannato un fatto simile (non è igienico che uno vada a sparare per le strade della sua città), quello che colpisce sono state le dichiarazioni di due noti esponenti di destra che, “si condanno, però”, oppure “si condanno, ma è colpa della sinistra”. Ecco in un caso come questo non possono esistere “se” o “ma” , altrimenti si diventa complici (non voglio usare la parola “mandanti”) e le vittime diventano, in uno strano rovesciamento della realtà a fini elettorali, i colpevoli.

RAZZACCIA 3

Giù le mani dai polacchi! Questa affermazione in Polonia è diventata legge, ma non per condannare chiunque volle offendere i polacchi, ma per dichiarare che gli abitanti della Polonia non c’entravano niente con la Shoah, che i campi di sterminio come Auschwitz erano ”roba” dei tedeschi, i soliti cattivi, contro i polacchi buoni (questa l’abbiamo già risentita) . Il bello è che decenni di testimonianze e di ricerche storiche hanno portato alla luce il ruolo dei “volenterosi carnefici di Hitler”, quelle persone e neanche poche che collaborarono con i nazisti nella soluzione finale.In Polonia questo fu particolarmente sentito perchè l’antisemitismo era presente nei settori più conservatori della Chiesa cattolica per i quali l’ebreo era il nemico. Non a caso in Polonia vi furono episodi di uccisioni di ebrei fino al 1946, quando bravi cittadini polacchi massacrarono decine di ebrei colpevoli soltanto di essere sopravvissuti. Ecco oggi, nel momento in cui l’ondata bruna attraversa l’Europa, se scrivessi questo in Polonia in un blog potrei rischiare fino a tre anni di carcere. Alla faccia della democrazia dell’Unione Europea .

Autore del Post

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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