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La fase del narcisismo, per guarire dalla codipendenza devi passare da lì, ma non ci restare

La fase del narcisismo, per guarire dalla codipendenza devi passare da lì, ma non ci restare

La fase del narcisismo, per guarire dalla codipendenza devi passare da lì, ma non ci restare…

Adesso che hai imparato quali sono le tue ferite, come le persone ti hanno usato, come è facile per te sviluppare dipendenza, ti troverai a tirar su barriere su barriere, perderai la fiducia in tutti e cercherai di non farti più ferire.

In questa puntata analizzeremo come si tirano fuori alcune vene narcisistiche e come utilizzarle in modo sano, ma impareremo anche che non si può restare li e dovremo permettere a qualcuno di abbattere le nostre corazze per non restare arroccati nella terra del nemico.

Come si tirano su le barriere? Abbiamo imparato a non lasciarci trasportare dalla fiaba che abbiamo sempre desiderato, abbiamo imparato che molte persone ci hanno utilizzato per i loro porci comodi, abbiamo imparato a non far entrare chiunque e a selezionare le persone che ci stanno intorno scegliendole in base ad affetti e sentimenti veri. Però il mondo esterno ci fa paura, le relazioni ci fanno paura.

Avete presente la frase che mi hanno detto qualche tempo fa? “Sei solo una principessa sto..a snob e viziata” la mia risposta fu “certo infatti sto aspettando la carrozza con sei cavalli” Ecco, possiamo essere così solo con chi merita che ci comportiamo così, non tutti lo meritano, allora piano piano ho imparato ad aprire, a far entrare persone nella vita, vi avverto è una tragedia, le ferite vecchie si riaprono, i sensi di colpa si fanno grandi, la tendenza a non accontentarsi più non vi lascerà vita facile.

Conosco una codipendente che aveva iniziato il percorso di guarigione, aveva capito come funzionavano le sue montagne russe emotive e aveva capito che sapeva ancora provare sentimenti, tuttavia aveva imparato a tenere tutti talmente bene fuori da iniziare ad attrarre altri codipendenti, proprio come fosse una narcisista. Ovviamente non lo era, aveva solo tirato fuori i tratti narcisisti che caratterizzano ogni codipendente, dopotutto nasciamo tutti dalle stesse ferite emotive. Bene aveva chiuso tutti fuori, un giorno conosce una persona e decide di cambiare prototipo di uomo: al diavolo i narcisisti che ti fanno stare tanto male e tanto bene, scelse un codipendente, un affettivo, uno che sapesse amarla in modo diverso. Bè non è stato facile, ha riaperto le sue ferite, sono tornati i suoi sintomi, ha capito di averlo amato in modo diverso, ma le mancava qualcosa, forse non era la persona adatta e aveva semplicemente sperato una volta di troppo di poter vivere la propria fiaba, inoltre ormai sapeva come funzionava il meccanismo e individuare la patologia della codipendenza in un’altra apersona le aveva fatto capire quanto fosse altrettanto poco sana e difficile da vivere, fatto sta che quello è stato un altro passo importante per capire se stessa, per capire che va bene aprire, che alcune ferite vanno affrontate una volta per tutte e che se non si sciolgono quei nodi, puoi mettere tutto l’impegno che vuoi nel far funzionare una storia, tutto il sentimento che vuoi, ma la testa continuerà a dire no.

Per capire che anche la codipendenza, seppur vissuta con le migliori intenzioni non va bene e crea solo disagi agli altri e se stessi.

E allora viviamo le nostre esperienze e un passo alla volta avviciniamoci alla guarigione, non alla perfezione e alla normalità, che sono parole così noiose.

Autore del Post

Martina Vecce

Martina Vecce è una giornalista iscritta all'albo dei pubblicisti della Toscana, esperta in web marketing e comunicazione online, ha iniziato a scrivere “Diario di una codipendente guarita” per WiP Radio dopo un percorso introspettivo molto intenso e difficile, ovviamente non vengono dati consigli psicologici, ma vengono raccontate esperienze vissute da lei o da suoi conoscenti durante il percorso di guarigione.

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