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Calcio, dal Benevento all’Islanda: quando Davide batte Golia

Calcio, dal Benevento all’Islanda: quando Davide batte Golia

Solo nel calcio, il piccolo Benevento può mettere sotto il “grande” Milan. Lasciamo perdere che si tratti di un Milan in tono minore, che da sei anni non vince nulla e che era reduce da un traumatico cambio di allenatore. Perché di fronte aveva comunque il piccolo Benevento, reduce da 14 sconfitte consecutive. Perché solo nel calcio, un pronostico in partenza assolutamente chiuso può essere riaperto per un gesto di disperazione atletica, per un incornata a fil di palo nel mentre la partita sta esalando il suo ultimo respiro.

dal Benevento all'islanda

Il gol del portiere Brignoli vale una stagione: anche se il Benevento da qui alla fine del campionato non dovesse più realizzare un solo punto, ce lo ricorderemmo tutti per quel disperato ultimo assalto per cancellare la vergogna dello zero in classifica. Riuscendoci con quell’autentica beffa che è il del gol del portiere: cosa c’è di più emblematico nel realizzare una rete mentre la tua e’ completamente sguarnita. È come l’assalto dei pirati al galeone spagnolo, con il capitano che affonda la nave da cui è partito l’arrembaggio perché indietro non è più possibile tornare. Un episodio raro, ma non impossibile: infatti, l’ultima volta era accaduto nel 2007, con un gol del Cagliari grazie all’estremo difensore Taibi. Uno che, guarda caso e per il gioco degli eterni ritorni, ha pure militato nel Milan.

Al Benevento questo gol non serve a nulla, se non per riprendersi l’orgoglio di chi fin a qui aveva perso più di una partita senza meritarlo. Il Milan ha perso tutto a cominciare dalla dignità: la seconda squadra più titolata al mondo che per tutto il secondo tempo non l’ha mai vista: perché solo nel calcio i valori tecnici si possono annullare grazie a orgoglio, determinazione e tanta ma tanta corsa. Come insegnano i grandi allenatori, se non corri il Brasile può anche perdere con il Nepal.

Ne sa qualcosa l’Inghilterra che all’ultimo campionato Europeo se ne è andata a casa battuta dall’Islanda: irappresentanti del campionato più ricco del mondo, la Premier League, contro l’isola dei ghiacci con solo 200mila abitanti. O come quando la Danimarca, ripescata all’ultimo momento a causa della disgregazione della Jugoslavia martoriata dalla guerra civile, vinse a sorpresa contro le corazzate Olanda e Germania. Per non parlare della Grecia, mai arrivata nemmeno a sognare un quarto di finale, che fece percorso netto aggiudicandosi l’Europeo contro il Portogallo più forte di sempre.

Come detto, è il bello del calcio. Raramente negli altri sport chi è ampiamente sfavorito ribalta il risultato in modo così netto. Come quel 30 gennaio del 1972, quando sotto la pioggia il Catanzaro vinse 1 a 0 contro la Juventus, o come le due vittorie nello stesso campionato per il Novara nella sua unica partecipazione in Serie A contro l’Inter. Nel basket o nella pallavolo, Cenerentola non vince mai contro la sua matrigna e tanto meno trova il principe per il lieto fine. Perché come scriveva Gianni Brera, parafrasando Gozzano, solo del calcio si può scrivere che è un mistero senza fine bello….

Autore del Post

Luca Pagni

Nato a Genova ma a sei anni calamitato nelle pianure padane. Ormai milanese, dall’89 scrive per Repubblica, cronaca cittadina poi politica ora economia. Milanista ma i fatti separati dalle passioni. Del resto lo racconta in Facebook.com/bollettinomilan e sul suo blog di WiP Radio.

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