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Il mondo grande e terribile

Il mondo grande e terribile

IL MONDO GRANDE E TERRIBILE.

Di fronte all’attentato di Manchester e all’ondata di riprovazione che ha giustamente sollevato, mi sono venute in mente certe reazioni che ci sono state mesi fa al terribile incidente di bus avvenuto in Spagna dove sono morte sette studentesse italiane dell’Erasmus, complice un colpo di sonno dell’autista. La cosa che mi aveva colpito in una nota trasmissione tv era stato il parallelo fatto fra questo incidente all’estero e i morti degli attentati di Parigi (e di Bruxelles). Volevo sorvolare con un moto di fastidio , quando questo orribile paragone si era sparso sui social network per la serie “perché dobbiamo uscire dal paesello, perché andare su un bus straniero, fra genti straniere, fra culture straniere”, meglio rimanere al focolare di famiglia. Ecco mi è sembrata la cosa più orribile di tutte, anche un’offesa per quelle povere ragazze contente del loro Erasmus. Mi raccomando rimanete a Riparbella, ma uscite poco di casa e attenti a quando attraversate la strada, potrebbe investirvi un apino di passaggio. Insomma cercate di non vivere, che se la morte vi trova già morti (dentro) sarà più facile per lei.

LO STAGE.

Speravo fosse la solita falsa notizia. Invece l’annuncio di un’azienda di Grugliasco che ricercava un ingegnere massimo dei voti, Erasmus, conoscenza perfetta del tedesco e dell’inglese, disponibilità a spostarsi all’estero era vero. Finalmente un annuncio di lavoro degno di questo nome! Poi si legge un rigo più sotto e si vede che il compenso è fatto di 600 euro al mese (vorrei vedere fossero stati anche lordi). Insomma un’elemosina per competenze specialistiche e massima disponibilità. L’imprenditore, dopo che il suo generoso annuncio è rimbalzato sulla stampa nazionale, si è premurato di dire che è uno stage. A parziale discolpa dell’imprenditore occorre dire che è in buona compagnia: infatti alcuni mesi fa è stato diffuso dal governo Renzi un depliant, rigorosamente bilingue, per invogliare gli imprenditori esteri, in cui si decantava il fatto che da noi gli ingegneri sono pagati molto meno che in altri paesi, in una gara al ribasso da propaganda accattona. Almeno l’imprenditore di Grugliasco promette ticket ristorante per poter mangiare lussuosamente in qualche tavola calda.

ANTARTIDE.

Chi sono gli italiani all’estero che hanno la “doppia cittadinanza” e che possono votare per il parlamento italiano, decidendo le sorti del nostro paese? Certo c’è un gran numero di residenti italiani all’estero di prima generazione, ma ci sono moltissimi che non sono nati in Italia, non conoscono la lingua, non pagano un euro di tasse in Italia, addirittura non hanno mai messo piede in Italia (molti solo per un giro turistico). Ben l’11 % dei plichi elettorali per gli elettori all’estero vengono rispediti al mittente perché i destinatari sono introvabili. Poi ci sono ragazzi che sono spesso nati in Italia, studiano qui e conoscono l’italiano meglio di certi italiani, vivono con i loro coetanei italiani e conoscono bene l’Italia che considerano la loro terra, hanno genitori che pagano le tasse in Italia ma non possono eleggere nemmeno un consigliere di quartiere. Bene questi ragazzi nostri concittadini sono bloccati da una legge che il parlamento sta tentando faticosamente di approvare, mentre intorno cresce l’Italia più becera e triviale. In compenso però abbiamo la circoscrizione elettorale che comprende anche l’Antartide dove sono curioso di seguire gli exit poll. Diamo lo ius soli ai pinguini.

Autore del Post

Tiziano Arrigoni

Massetano - follonichese - piombinese - solvayno, insomma della Toscana costiera, con qualche incursione fiorentina, Tiziano Arrigoni è un personaggio dalle varie attività: scrittore di storia e di storie, pendolare di trenitalia, ideatore di musei, uomo di montagna sudtirolese ed esperto di Corsica, amante di politica - politica e non dei surrogati, maremmano d'origine e solvayno d'adozione, ecc. ecc... ma soprattutto uno che, come dice lui, fa uno dei mestieri più belli del mondo, l'insegnante (al Liceo Scientifico "E.Mattei" di Solvay) e, parlando e insegnando cose nuove, trova ispirazione e anche "incazzature", ma più la prima, dai suoi ragazzi di ieri e di oggi.

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