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Turista o viaggiatore (questo è il dilemma)?

Turista o viaggiatore (questo è il dilemma)?

Turista o viaggiatore? E potremmo aggiungere questo è il dilemma. Proprio così, la diatriba turista e viaggiatore è senza dubbio una delle più in voga in questo periodo in cui, complici le imminenti vacanze estive, tutti siamo un po’ di più viaggiatori (o almeno così sembra!).

La prima puntata di Viaggiare con serendipità è stata accolta con un entusiasmo che io (che la conduco) non mi aspettavo. Pare che il tema viaggi sia un po’ sulla bocca di tutti e chiunque voglia dire la sua. Ho ricevuto molti messaggi pubblici e privati di persone che mi dicevano quale fosse il loro pensiero in proposito.
C’è chi dice che turista e viaggiatore siano due termini che provengono da due pianeti, anzi universi diversi. Chi dice che tutta questa differenza non c’è, tanto che i due (turista e viaggiatore) sono sinonimi!
Ma quindi, dov’è la verità? E possiamo parlare di una verità assoluta?

Leggo e rileggo numerosi post, blog e articoli e la sensazione è questa: chi viaggia molto con zainetto in spalla e pochi soldi è un viaggiatore, chi va in villaggio all inclusive con almeno tre valigie una volta all’anno è un turista. Il viaggiatore è quello che mangia qualsiasi schifezza gli venga proposta basta che sia made in posto in cui sei mentre il turista va alla ricerca di pizza napoletana in Siberia (e si lamenta perché la pizza vera la sanno fare solo a Napoli) e sulla mappa della città, invece dei musei, cerchia i ristoranti e le pizzerie italiane. Il viaggiatore si sposta a piedi o in pullman e treni puzzolenti (se non sono puzzolenti non vale!) e il turista invece si sposta in taxi o non si sposta proprio (tanto nel villaggio c’è già tutto).

Ma è proprio sempre così? Possiamo dividere così nettamente categorie di persone che hanno storie totalmente diverse l’una dall’altra? Possiamo dire che una è viaggiatrice con zaino in spalla e scarpe da trekking su una montagna per anni e anni e dopo un parto e due gemelli su una spiaggia paradisiaca sotto un ombrellone sia stata subordinata al ruolo di turista? La vita cambia, le fasi della vita cambiano anche. Quello che non ci pesava assolutamente fare a vent’anni, a trenta ci pesa un po’ di più e a cinquanta diventa insopportabile. Non solo perché si invecchia, ma anche perché si diventa più selettivi e consapevoli. Perché se si decide di avere una famiglia gli zaini da preparare e portare non sono solo più due, come quando si era coppia, ma tre o quattro (e di questi tempi potrebbero essere di Frozen e Cars).

Ma se allora non è la quantità di viaggi fatta in un anno a determinare un viaggiatore e a distinguerlo dal turista e non è neppure il bagaglio, la durata del viaggio e la destinazione, che cosa distingue le due categorie?

Secondo me il modo in cui si viaggia. Mi piace pensare che essere viaggiatori sia come una caratteristica che abbiamo, le lentiggini per esempio. Se prendo il sole le lentiggini escono sul mio naso e le mie guance vivaci, durante l’inverno sono più timide e facilmente camuffabili, ma sono sempre lì, allo stesso posto. Così mi piace pensare che se uno è viaggiatore lo è sempre, anche a casa sua, anche se per molti mesi non può o non vuole viaggiare. Sarà il proprio modo di vivere, di guardare il mondo e gli altri a renderlo più viaggiatore di un altro.

Come fare? Siate curiosi.

Autore del Post

Elisa Midelio

Elisa, torinese, classe 1989. Cittadina del mondo con la passione smodata per i viaggi e la fotografia. Ama scrivere, i tramonti sul mare, i viaggi in macchina, il venerdì pomeriggio. La fa letteralmente impazzire di gioia avere un viaggio in programma ma non dirlo a nessuno! Da circa un anno la scrittura è diventata una cosa seria: il suo blog di viaggi è il suo piccolo grande tesoro.

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