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Gia Carangi: la modella dall’animo tormentato

Gia Carangi: la modella dall’animo tormentato

Italoamericana, nata a Philadelphia nel 1960, Gia Carangi si trasferisce a New York e a cavallo tra gli anni settanta e ottanta diventa la modella preferita di fotografi e stilisti.
Gia compare sulle copertine delle più importanti riviste di moda come Vogue e Cosmopolitan.
In un mondo come quello della moda dove alle ragazze non è richiesto di parlare né di pensare, Gia si distingue subito per il suo stile anti-convenzionale, disinibito e ribelle.
Gia è uno spirito libero e tormentato, un cuore selvaggio che non sa accettare le piccole e grandi ipocrisie della società e del mondo della moda.
Gli istinti di ribellione di Gia degenerano presto verso una forma particolarmente feroce di autodistruzione.
Gia fa uso esagerato di ogni tipo di droghe. Probabilmente a causa della tossicodipendenza da eroina contrae l’aids in un periodo in cui di questa malattia si sapeva ancora pochissimo.
Gia Carangi muore nel 1986 a 26 anni.

                          
Scrisse di lei il fotografo Francesco Scavullo nel suo libro del 1982 intitolato Women: «La mia prediletta – antica, giovanile, decadente, innocente, dirompente, vulnerabile, e assai più dura di spirito di quanto non sembri… un tutt’uno di sfumature e suggestioni, tipo una serie di immagini di Bertolucci. Non ho mai conosciuto nessuna così libera e spontanea, in costante cambiamento, mutevole – fotografare lei è come fotografare un flusso di coscienza». Nel 1996, l’attrice-scrittrice Zoë Tamerlis, lei stessa tossicodipendente e morta in seguito di cause associate all’assunzione di droghe, venne scelta per scrivere la sceneggiatura basata sulla vita della modella. Questa versione di Gia non venne prodotta, ma successivamente dopo la morte della Tamerlis, in un documentario del 2003 con il titolo The Self-Destruction of Gia, venne incorporata una serie di discussioni con la Tamerlis stessa, i fotografi, la famiglia della Carangi e Sandy Linter. Il Los Angeles Times lo accolse positivamente: «Tra i migliori documentari del festival, The Self-Destruction of Gia di JJ Martin è il più commovente. La modella Gia Carangi, la cui storia è stata anche drammatizzata su HBO, era di una bellezza stravolgente, membro della prima generazione di top model. Splendidi filmati d’archivio ne attestano la straordinaria bellezza, intelligenza e sregolatezza; amici, colleghi, il suo terapeuta, la sua amante e la madre parlano del suo carisma, degli orrori che ha dovuto subire nel corso della sua tossicodipendenza e dell’AIDS che l’ha portata via». Nel 1998 la storia di Gia viene raccontata nel film Gia- Una donna oltre ogni limite con Angelina Jolie, che vince il Golden Globe.

                        
Una persona tremendamente contraddittoria, sempre in bilico tra la bambina viziata e una giovane fragile donna, tra il ragazzaccio e la femme fatale, tra la top model e la ragazza della porta accanto, tra l’irrequietezza e la familiarità: tutti questi tratti hanno fatto di Gia una delle ragazze più richieste della moda della fine degli anni ’70.
Come capita a molte persone che vengono letteralmente travolte in un mondo pressante, come può essere quello della moda, in tempi brevissimi, e che non hanno alle spalle una solida rete di sicurezza, Gia comincia a perdersi.
L’uso di eroina da parte di Gia, tollerato nei primi tempi perché non visibile e ancora non invalidante, ma peggiorato drasticamente dopo la morte di Wilhelmina Cooper, che lei vedeva come una sorta di vice madre e modello al quale ispirarsi, diventa ben presto motivo di tutte le sue disfunzioni sul set e nella vita: le testate di moda non la richiedono più, i fotografi si stufano di aspettarla (tranne Francesco Scavullo, che tenterà fino all’ultimo servizio di rilanciarla), le agenzie non le concedono più contratti, e se lo fanno, durano pochi mesi.
Dopo la sua ultima copertina per Cosmopolitan, lo spietato mondo della moda decide che non ne vale più la pena, e la notizia che comincia a serpeggiare riguardo il suo contagio dell’HIV per via di una siringa infetta causa il suo definitivo bando dai set fotografici.

      
Quella di Gia è una figura inquietante perché spaventa per ciò che è diventata ma che allo stesso tempo attrae per ciò che poteva essere: una delle donne più belle del mondo, con l’attitudine di un ragazzaccio di periferia e una mente fragile come quella di una bambina, rovinata da qualcosa che “si insinua dentro di te e ti intrappola in un mondo che nessuno conosce, eccetto qualcuno che ci sia stato”.
La notizia della sua morte non fu divulgata tanto che poche persone nel mondo della moda lo seppero.
Vorrei concludere con questa informazione: “mentre gli uomini e le donne d’America e d’Europa avevano fantasie sulla sua ultima provocante copertina lei se ne tornava nel suo appartamento a guardare cartoni animati”.

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Gia Carangi : la modella dall'animo tormentato by Dalila Mancusi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International

Autore del Post

Dalila Mancusi

Dalila Mancusi è una modella e fotomodella pugliese che ama scandagliare con grande sensibilità e finezza psicologica l’animo umano. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la laurea magistrale in Italianistica, Culture Letterarie Europee, Scienze Linguistiche.

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