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Lo spazio è come il pensiero: concepito e condiviso

Lo spazio è come il pensiero: concepito e condiviso

Lo spazio è come il pensiero: concepito e condiviso e quando si parla di condivisione degli spazi in linea con lo sviluppo di un pensiero, la prima cosa a cui si pensa è il fenomeno del coworking.
Questa settimana abbiamo intervistato Ciccio Rigoli, fondatore, insieme a Paolo Agrati, di SLAM, uno spazio dedicato ai professionisti di editoria e spettacolo, utile non solo ad accogliere idee e progetti sempre nuovi e personali, ma anche a crearne di comuni.
Lo spazio è come il pensieroFrancesca Gaudenzi: Come nasce l’idea di SLAM?
Ciccio Rigoli: Lavoro da dieci anni nell’editoria e da molto tempo sono sul palco per fare spettacoli. Inoltre, negli ultimi anni, mi sono appassionato ai temi della sharing economy, che comprende anche il lavoro in coworking.  Col tempo mi sono accorto dell’esistenza di numerosi spazi per il coworking, quasi sempre dedicati a sviluppatori e startupper e, consapevole del fatto che quasi tutti i lavoratori dell’editoria e dello spettacolo sono freelance, ho pensato di mescolare le cose e dar vita all’idea di un coworking dedicato all’editoria e allo spettacolo.
FG: qual è il significato del nome scelto per il progetto?
CR: SLAM ha molti significati e nessun significato esclusivo. Slam è il rumore della porta che sbatte quando lasci il lavoro da dipendente per diventare freelance, Slam è anche la schiacciata vincente nel basket, Slam perché ci sono i poetry slam, le sfide tra poeti, Slam come il grande slam quando vinci tutti i tornei più importanti, e anche perché SLAM è l’acronimo di Spettacolo, Letteratura, Arte e Musica, ma giuro che l’ho scoperto solo dopo aver scelto il nome. Senza contare che SLAM si ricorda facilmente ed è internazionale.
FG: come è stato accolto fino a oggi?
CR: direi che è stato accolto molto bene; c’è stata da subito grande curiosità e molte persone hanno già chiesto di farne parte. Ho interpretato la cosa come un chiaro segno del bisogno di creare un posto che sia dedicato a questi due mondi e sono anche felice che il progetto sia stato subito preso in considerazione da alcuni partner come StreetLib, che è il più grande distributore di ebook in Italia, dal Laboratorio Formentini per l’editoria che a Milano è uno dei punti centrali del mondo editoriale e da IT Festival, che da cinque anni è un riferimento per tutte le compagnie teatrali indipendenti.
lo spazio è come il pensieroFG: come è stata raccontata la vostra idea durante la presentazione? Su quali punti vi siete soffermati?
CR: abbiamo scelto quattro punti fondamentali, ovvero Lavorare, Formare, Registrare e Provare. Ogni punto rappresenta una delle nostre caratteristiche e dei servizi offerti da SLAM: lo spazio di coworking, la formazione, la sala di registrazione audio/video e lo spazio prove, oltre all’agenzia di booking degli spettacoli che stiamo mettendo in piedi.
FG: chi sono gli ideatori di SLAM?
CR: SLAM nasce dalla mia amicizia e collaborazione con Paolo Agrati; siamo entrambi poeti e performer e ci siamo conosciuti sui palchi dei poetry slam. In seguito siamo diventati amici e ho deciso di coinvolgerlo nel progetto. Paolo ha anche una grande esperienza negli alberghi a 5 stelle ed era la persona adatta per parlare con gli altri. In più, ha una risata irresistibile, la sua vera arma segreta.
FG: il progetto SLAM ha a che fare con il fenomeno del crowdfunding, iniziativa in crescita nell’ambito della nascita e dello sviluppo delle arti.
CR: Il crowdfunding mi ha sempre affascinato e lo considero uno degli strumenti più potenti per realizzare i propri progetti. Qualche anno fa, grazie al crowdfunding, sono riuscito a portare a teatro il mio spettacolo, cosa che altrimenti non avrei potuto fare. Anche SLAM nasce come progetto di “imprenditoria dal basso” e vogliamo riuscire a realizzarlo grazie al contributo di tutti. La prima fase sta andando bene, dobbiamo raccogliere 7.000 euro per le prime spese e ho molta fiducia nel fatto che ci riusciremo. L’idea di base è che se il tuo progetto è buono e riesci a creare fiducia in quello che fai, i risultati arrivano sicuramente e le persone sono contente di aiutarti. In più vogliamo aiutare chi lavorerà in SLAM a utilizzare al meglio il crowdfunding per realizzare spettacoli, libri e altri sogni; credo che sia ancora molto poco utilizzato in Italia rispetto alle sue potenzialità.
FG: cosa si deve fare per entrare a far parte del progetto e come saranno suddivisi i costi?
CR: In generale vorremmo che venissero a lavorare da noi coloro che hanno a che fare con l’editoria e lo spettacolo e ci piacerebbe creare una rete di contatti che favorisca la collaborazione tra i diversi professionisti. Per i costi ci siamo tenuti nella fascia medio/bassa e abbiamo studiato soluzioni diverse per venire incontro a tutti.
FG: Come è stato pensato il lavoro all’interno della sede? Ognuno avrà la sua postazione e il proprio “mondo” a cui badare, oppure ci sarà la possibilità di lavorare insieme e investire le proprie energie in progetti comuni?
CR: Ognuno avrà la propria postazione per lavorare serenamente e nel miglior modo possibile, ma noi speriamo sinceramente che si creino tantissime occasioni di confronto e di scambio tra tutti gli slammer.

Autore del Post

Francesca Gaudenzi

Ho sempre preferito la parola scritta a qualsiasi altra forma di comunicazione. Se le altre bimbe deliziavano gli zii con canzoncine e racconti dettagliati di vita quotidiana, io piantavo il muso e cercavo le parole. Studiavo le reazioni della gente, ne osservavo i gesti, le espressioni del volto, associavo il tutto a un contesto e cercavo di dargli una forma, così, cercando cercando, le parole sono arrivate. Da sei anni curo una rubrica sulla rivista Strumenti Musicali in cui mi occupo di donne e musica, ho un blog personale e da quest’anno inizio la mia avventura con i ragazzi di WiP Radio.

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