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Abbandonare la propria televisione è un reato – Favorisca il telecomando

Abbandonare la propria televisione è un reato – Favorisca il telecomando

ABBANDONARE LA PROPRIA TELEVISIONE E’ UN REATO
FAVORISCA IL TELECOMANDO

L’estate è finita e chissà in quanti sarete tornati al vostro vecchio divano e alla vostra vecchia amica, magari a schermo piatto, lei è l’unica che nonostante ciò non ha complessi, anzi piattina sa di piacere di più, sarà per questo che non ricorre mai alla chirurgia estetica, anche perché nasce tutta di plastica e metallo, sto parlando di Wonder Woman? No, sto parlando della mia educatrice, colei che io non posso abbandonare e che non userò, se non per mettermi in contatto con il mondo esterno e per divertirmi, sto parlando della televisione. Ok, ok, quello lì nella foto è lo strumento per ricevere il segnale e si chiama televisore, cosa diversa dal media, il contenuto, l’insieme delle trasmissioni, la televisione appunto, non volevo confondervi, so che a nessuno di voi verrebbe mai in mente di guardare il televisore, spento, ma chissà quanti sono entrati in un negozio e hanno detto “Vorrei comprare una televisione” e nessuno di loro si chiamava Silvio. Di cosa vi parlo in questa puntata? Di varie cose, ma soprattutto di donne importanti in tv, di graditi ritorni, di “nuove” serie, insomma l’insolito mondo televisivo e la solita società che lo circonda. Stay tuned, stay WiP!

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Serena Mancini

"Serena, Mancini, poi mettici anche Vialli, Baggio, Schillaci ed è chiaro che non sei una ragazza sei una squadra di calcio.”. Questa la battuta più originale che mi abbiano mai fatto sul mio nome e/o cognome, ma non è per farvi riflettere sulla creatività di un mio compagno delle medie che lo scrivo, bensì perché in qualche maniera io sono davvero una formazione. Se fossi un animale... Sarei una scimmia, sono troppo curiosa. Se fossi il personaggio di un film... Sarei Caterina di “Caterina va in città”, sì perché io come lei sono in ogni luogo e sempre fuori luogo. Ho cominciato a scribacchiare da piccolina, otto, nove anni, a seguito di qualche esercizio sulla rima baciata fatto alle elementari ho riempito un quaderno di cose tipo “Triste l'autunno sempre di turno, una foglia cade giù e finisce nel mar blu” (una cosuccia allegra) poi sono venuti i racconti brevi e lunghi, poi il coraggio di farli leggere agli altri, poi la condivisione della scrittura nel laboratorio “Dire, fare, baciare, lettera, testamento”, la non-scuola di scrittura di Rosignano Marittimo in cui ho imparato tanto, specie su quanto e perché sia bello lavorare in squadra e confrontarsi quando si fa qualcosa di creativo. Per finire il capitolo scrittura da un po' di tempo collaboro con un mensile livornese “Il Pentagono” che si occupa di eventi culturali cittadini. Mi piace il teatro, mi piace da quando a quattordicianni ho visto per la prima volta “Sogno di una notte di mezza estate” appena si è aperto il sipario e sono stata trascinata in un mondo fantastico fatto di elfi e fate ho capito la potenza del mezzo teatrale e mi sono innamorata, per questo da qualche anno faccio parte di un gruppo livornese, la “Associazione culturale BambininPiGiAMA”, che mette in scena commedie italiane e non, famose e sconosciute, l'importante è che facciano ridere. Nel tentativo di incanalare la mia creatività dirigendola verso qualcosa di professionale, diversi anni fa, mi sono iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia di Siena corso di laurea Scienze della Comunicazione, curriculum mass-media, ma il progetto laurea ha avuto un sacco di stop, partenze e false partenze, razionalmente ammetto che per cambiar vita sono un po' grandina. Confesso sono una ragioniera, diplomata all'Istituto Tecnico Commerciale, che lavora in uno studio di consulenza del lavoro da sedici anni. Infine, ma non meno importante, sono qui, cioè faccio parte della “Associazione culturale Work In Progress” per cui scrivo, conduco e metto in onda, facendo chiaramente anche la regia di una trasmissione sulla televisione, intesa come programmazione televisiva, su come sia cambiata e su come modifichi la società italiana, ma anche quella americana, francese ect, ect... e poi faccio un po' di critica televisiva, in qualità di telespettatrice ogni puntata un pochino più esperta, chi mi volesse ascoltare cerchi “Favorisca il Telecomando”. Scrittrice, giornalista, attrice, tecnico audio, direttore di scena, studentessa fuori-corso, impiegata, conduttrice radiofonica, ecco la mia formazione, le me che potreste incontrare, ma ricordate che “Ho preso la chitarra senza saper suonare...” citando il mio beniamino musicale Lorenzo Cherubini alias Jovanotti che, purtroppo o per fortuna per voi, spesso sentirete nelle mie trasmissioni web radiofoniche.

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